Un’iniziativa giuridica di rilievo nazionale è stata promossa da Soccorso Contadino nell’ambito della mobilitazione contro l’accordo commerciale tra Unione Europea e Paesi del Mercosur. L’associazione ha infatti presentato un articolato atto di segnalazione e diffida indirizzato all’Ombudsman europeo e alla Commissione europea, con l’obiettivo di richiamare le istituzioni dell’Unione al pieno rispetto dei principi fondamentali dei Trattati nel percorso di approvazione dell’intesa.
Al centro dell’iniziativa vi è un impianto giuridico complesso che ha visto impegnato un gruppo di professionisti del diritto sensibili alla tutela del settore agricolo. Tra di essi, l’Avvocato Massimo Passaro, il quale ha assunto un ruolo determinante nella definizione della strategia legale e nella costruzione dell’argomentazione tecnica del documento, occupandosi personalmente della redazione e del deposito dell’atto.
«Per me essere accanto ai diritti violati è sempre un dovere» Passaro ha così evidenziato il valore civile dell’iniziativa, proseguendo: «Il raduno si è tenuto a Castel di Leva, le immagini che circolano sono state scattate nei pressi del Ministero del Made in Italy, pochi istanti prima del deposito formale dell’atto. Ho personalmente redatto la diffida indirizzata alla Presidente Ursula von der Leyen, che per conoscenza è stata depositata presso il Ministero e indirizzata anche al Presidente del Consiglio e al Ministro del Made in Italy.»
Accanto al lavoro legale, un ruolo significativo è stato svolto dal coordinamento territoriale del movimento agricolo. Roberto Lauro, coordinatore provinciale di Altra Agricoltura Avellino, ha seguito da vicino l’evoluzione dell’iniziativa, contribuendo a portare il dibattito anche sul piano locale, in un momento cruciale per il futuro dell’agricoltura italiana ed europea: «La difesa dell’agricoltura italiana – afferma Lauro – non è soltanto una questione economica, ma riguarda il rispetto delle regole e delle garanzie giuridiche previste dall’ordinamento europeo. Decisioni di tale portata devono essere assunte nel pieno rispetto delle procedure dei Trattati».
La diffida affronta un tema di preponderante rilevanza: la possibilità che l’Unione europea proceda all’applicazione provvisoria della parte commerciale dell’accordo prima del parere della Corte di Giustizia, richiesto dal Parlamento europeo ai sensi dell’art. 218 TFUE. Secondo i promotori, una simile scelta rischierebbe di compromettere l’equilibrio istituzionale previsto dai Trattati e di svuotare di significato il controllo preventivo della Corte.
Nel documento vengono richiamati principi cardine dell’ordinamento europeo, tra cui il principio di leale cooperazione tra le istituzioni dell’Unione e gli Stati membri, il principio di precauzione in materia ambientale e sanitaria e il primato del diritto dell’Unione europea.
Nondimeno, le conseguenze economiche dell’accordo per il settore agricolo europeo: tra di esse, emerge il rischio di una “distorsione competitiva”, tale da costringere gli agricoltori europei a competere con produzioni provenienti da Paesi nei quali vigono standard ambientali, sanitari e sociali profondamente diversi da quelli richiesti all’interno dell’Unione europea.
L’iniziativa promossa da Soccorso Contadino rappresenta dunque un passaggio significativo nel confronto in corso sull’accordo UE–Mercosur, portando la questione non solo sul piano politico ed economico ma anche su quello giuridico e istituzionale, a tutela degli equilibri giuridici europei.
E, nella giornata odierna, sabato 07 marzo 2026, la mobilitazione non si è fermata: agricoltori e consumatori sono tornati in piazza con un nuovo raduno a Roma, presso Piazzale Ostiense, per ribadire la loro contrarietà all’accordo e sostenere l’azione legale avviata da Soccorso Contadino. Una presenza che conferma la natura della questione, di per sé tecnica e istituzionale ma profondamente sentita dalle comunità rurali, dagli agricoltori…dai cittadini.
