Abusi: il coraggio della vittima. Decisiva confidenza con un’amica

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Avellino – Terrorizzata dalle continua minacce del padre – orco la piccola vittima degli abusi non aveva mai detto nulla di concreto alla madre: l’uomo infatti aveva intimato alla bambina di non parlare altrimenti avrebbe ucciso sia lei che la madre. In realtà la donna si era accorta che qualcosa nel rapporto padre – figlia non andava: insospettita dall’attaccamento morboso dell’uomo nei confronti della figlia, dalle sue insistenti domande circa le frequentazioni della ragazzina e scenate di vera e propria gelosia, la donna era comunque ben lontana dall’agghiacciante entità del dramma che da tre anni si consumava in casa. Decisivo è stato un colloquio con l’insegnante della figlia: la 13enne aveva confidato ad una compagna di classe di aver subito abusi sessuali da parte di un adulto. Quest’ultima forse, avendo compreso la gravità dei fatti, aveva deciso di raccontare tutto alla maestra che ha provveduto ad informare la madre. È stato così che la donna ha scoperto tutto: la figlia era costretta dal padre a intrattenere con lui frequentissimi rapporti sessuali, soprattutto in orario notturno ed addirittura nella sua stanzetta, anche alla presenza di un fratellino di appena 10 anni che, ai carabinieri, ha confermato di aver visto molte volte quegli episodi, fingendo di dormire. Immediata la denuncia della donna e della ragazza che furono allontanate dalla casa degli orrori furono affidate ad una comunità. Durante le attività d’indagine, durate 12 mesi circa, l’uomo ha tentato a più riprese di difendersi, addirittura calunniando la compagna e i suoceri e accusando il nonno materno degli abusi praticati sulla figlia.

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