![]()
Il Presidente della Lega di Serie B Andrea Abodi: “In questo campionato la fame vien mangiando”
“Ho assistito alla gara Avellino – Lazio 30 anni fa, in campo, dietro la porta. Ora rivedo i biancoverdi contro la Ternana, in un “Partenio – Lombardi” dalla bella cornice di pubblico” – così il Presidente della Lega Serie B Andrea Abodi -.
Due squadre dalla forte personalità e dagli obiettivi diversi: “Gli obiettivi non sempre si denunciano apertamente. Quelli più sinceri si portano dentro. Poi, nel calcio, la prima cosa che si dice è “dobbiamo salvarci” – ironizza -. Il campionato è sempre molto combattuto ma la fame vien mangiando e, in funzione di quello, succede che le aspettative cambiano. L’Avellino ha brillato anche in occasione dell’esordio in Coppa Italia, torneo altrettanto insidioso – precisa Abodi -. Dunque, bisogna continuare a lavorare bene sullo spogliatoio, avere un buon team che lavora attorno alla squadra, garantire una stabilità societaria che è quella che consente ai giocatori di lavorare serenamente da un lato e di non avere alibi dall’altro, ed avere un pubblico che sappia accompagnare con entusiasmo questi calciatori che non sono macchine, ma persone fatte di emozioni e quindi vanno sostenuti o richiamati quando qualcosa non quadra”.
Il massimo esponente della B, poi, esprime le sue considerazioni sulla dirigenza biancoverde: “Venite da un momento di grande difficoltà; siete cresciuti dal basso – è vero – ma oggi questa piazza, con questa gestione, questa formula e selezione delle persone, può ambire, nel tempo, ad una tranquillità che poi è il presupposto per sognare. Sulla proprietà, sono sincero – ammette -. Abbiamo tutti dei margini di miglioramento, ma la stima della dirigenza non la danno soltanto le persone con una valutazione soggettiva e di circostanza ma degli indicatori. Quando si cresce sportivamente, quando socialmente si ha un rapporto intenso con il territorio, chiarezza nei ruoli, progettualità sulle infrastrutture e un bilancio sano, il giudizio è nei fatti”.
La Serie B è un banco di prova per i giocatori che si misurano con il calcio ad alti livelli: “Noi siamo in qualche maniera l’anticamera della serie A, terra di frontiera per il grande sogno. Abbiamo valorizzato 43 ragazzi che vestono stabilmente la maglia della massima serie, Under 21 e Under 19. I nostri tecnici hanno capito che questo è il nostro mestiere: scovare talenti. Ricaviamo circa 70 milioni di euro dalla serie A, ogni anno ed abbiamo il dovere di investirli bene, in funzione della crescita complessiva e consegnare un prodotto all’altezza di ricavi per poi distribuirli”. Sull’allargamento dei play off, Abodi afferma: “La fabbrica delle idee non chiude mai. Ci da soddisfazione a noi, in prima battuta ma anche alle società che sanno di essere motivi di stimolo. L’allargamento dei play off rende più avvincente la competizione. Stiamo ancora aspettando un confronto con la Lega Pro per scendere a 20 e rendere la stagione meno pesante. C’è ancora un problema da risolvere: dover giocare quando i nostri ragazzi vestono le maglie delle nazionali. Questo incide molto, ed è importante per noi recuperare almeno 4 giornate. Il prossimo anno vedremo e valuteremo se cambiare la formula del campionato. I play off sono l’elemento, al momento, facilmente aggredibile”.
Sulla Serie B, solidale dentro e fuori dal campo il Presidente conclude: “Ci occupiamo di infrastrutture materiali e immateriali. Abbiamo anche un progetto che si chiama “B Futura” che riguarda lo sviluppo di stadi e campi di allenamento ma ci preoccupiamo anche delle coscienze perché se vogliamo continuare ad essere un grande fenomeno popolare di socialità, dobbiamo anche saper trovare un modo per restituire qualcosa a chi ha delle difficoltà”.