
Tragedia ieri pomeriggio sul campo sportivo di Lavorate. Alfonso Crescenzo, 60 anni, è stato stroncato da un infarto. La squadra allievi della Virtus Sarno si stava allenando quando improvvisamente l’allenatore si è accasciato a terra. Erano all’incirca le 18:00. Alfonso Crescenzo è impallidito ed è svenuto. Coloro che erano presenti sul campo sono intervenuti immediatamente cercando di rianimarlo con un massaggio cardiaco; dopo qualche minuto l’uomo è stato trasportato con urgenza in ambulanza all’ospedale Martiri del Villa Malta, dove è arrivato già privo di vita. Sgomento e disperazione per tutti i ragazzi, i dirigenti e il team tecnico, che oggi ricordano la passione e l’amore che Crescenzo aveva sempre riservato al calcio, sentimenti che riversava a piene mani nel suo lavoro di allenatore dei giovani atleti sarnesi. Alfonso Crescenzo lascia la moglie e tre figli: Marianna, Giuliana e Michele. Il calcio era la sua vera passione. La scomparsa di Alfonso Crescenzo ha suscitato profondo dolore nel mondo del calcio sarnese, al quale continuava a dedicarsi con competenza e con entusiasmo. “Alfonso era una persona di grande spessore umano – dice Lorenzo Cerrato, presidente dell’Intercampania -. Aveva giocato con noi nei primi anni Ottanta. Nonostante il suo lavoro, non ci ha mai fatto mancare il supporto della sua competenza e della sua passione in ambito sportivo. Fino all’anno scorso aveva allenato i ragazzi del nostro settore giovanile”. Da quest’anno Crescenzo allenava i ragazzi della Sarnica e collaborava con la squadra allievi della Virtus Sarno assieme a Mauro Napoletano. ”La sua scomparsa priva il calcio sarnese di un’intelligenza viva e di un amico sempre disponibile e positivo”. Così lo ricorda Michele Pastore, allenatore della prima squadra della Virtus Sarno. “Con me ha giocato quando allenavo la Lavoratese. Era a fine carriera, giocava nel ruolo di libero”. Ieri sera all’ospedale Martiri del Villa Malta è‘ stato un triste e silenzioso pellegrinaggio di amici, parenti, conoscenti, ma anche di dirigenti calcistici di altre squadre locali. “Siamo sconvolti – racconta Michele Ingenito, dirigente del settore giovanile della Sarnica – Siamo qui a piangere un amico e una persona perbene, che ci ha insegnato tanto. Era un uomo schivo e di poche parole,”. Ferdinando Adiletta, direttore generale della Sarnese, ‘è arrivato sul campo “Viscardi” di Lavorate qualche minuto dopo la tragedia avvertito da un suo collaboratore. “Quando sono arrivato ho visto il corpo di Alfonso esanime a terra che non respirava – racconta il dirigente granata – I medici del 118 hanno tentato di rianimarlo, ma non c’è stato nulla da fare. Peccato perché ci ha lasciato una persona umile e perbene”. “Non ho parole, ho perso un caro amico”, afferma Franco Liguori. Alfonso Crescenzo era stato una bandiera della Sarnese e dell’Intersarno. Giocava da difensore marcatore e da libero. I più anziani lo ricordano con il suo stile elegante e piedi buoni. Un fratello, qualche anno fa, morì di infarto pure lui. Prima delle partite, in programma tra oggi e domani, Ippogrifo, Sarnese, Intercampania, Virtus Sarno ed Episcopio lo ricorderanno osservando un minuto di silenzio. Raffaele Mancuso, compagno di squadra di Crescenzo nell’Intercampania, è senza parole. ”Non ci posso credere, lunedì sera siamo stati insieme a giocare a calcetto ad Episcopio, sui campi di Milone. Questo è un giorno triste per me, ho perso un caro amico”. Il suo stile di gioco, ricorda Giuseppe Lanzetta, era paragonabile a quello di un grande del calcio italiano, Gaetano Scirea. “E’ stato un mio giocatore quando allenavo l’Intercampania nei primi anni Ottanta – Era come Scirea, sia per il suo modo di giocare che come uomo dentro e fuori dal campo”.