
Bonito – Tutto pronto per la cerimonia di donazione dell’archivio politico intitolato Alfredo Covelli alla Camera dei Deputati nel decennale della scomparsa. La manifestazione, voluta da Gianfranco Fini, si terrà a Roma il prossimo 16 dicembre presso Palazzo Montecitorio nella sala Aldo Moro e vedrà la partecipazione del sindaco Antonio Zullo. Nell’occasione si concorderà con la famiglia una celebrazione da tenere presso la Casa Comunale per ricordare il ruolo e la figura dell’illustre cittadino di Bonito, galantuomo e padre costituente della Repubblica Italiana. Alfredo Covelli nacque a Bonito il 22 febbraio 1914. Si laurea in Lettere e Filosofia, in Giurisprudenza e in Scienze Politiche presso l’Università “Federico II” di Napoli. Vince il concorso per l’insegnamento di Lingua e Letteratura Italiana negli Istituti Superiori di Berlino, ma rinuncia preferendo rimanere in Italia; insegna latino e greco presso il Liceo Classico “Giannone” di Benevento. Una passione, quella per l’insegnamento, interrotta dalla II guerra mondiale, alla quale partecipa come ufficiale dell’Aeronautica, prima a Tirana (zona di operazioni), poi a Bari. E’ nel capoluogo pugliese che Covelli si trova quando il Re è a Brindisi. Le sue idee monarchiche, con l’incontro con Vittorio Emanuele III, si rafforzano diventando una fede. Alla fine della guerra, torna con una decorazione al valore militare. La sconfitta della monarchia nel referendum del 2 giugno 1946, segna l’ingresso di Alfredo Covelli in Parlamento. Nel luglio del 1946 fonda il Partito Nazionale Monarchico (PNM), che ha per simbolo “Stella e corona”, di cui è eletto segretario nazionale. Il 2 giugno del 1954 avviene la spaccatura del partito, decisa dall’armatore Achille Lauro, che fonda il Partito Monarchico Popolare (PMP). Con l’affacciarsi sulla scena politica dei primi governi di centro-sinistra, i consensi elettorali, sia di Covelli sia di Lauro, diminuiscono; non basta nemmeno il nuovo accordo tra i due nel 1959 con il Partito Democratico Italiano di Unità Monarchica (PDIUM), a far sì che la situazione si risollevi. Nel ’79 preferisce abbandonare la scena politica. Muore a Roma il 25 dicembre 1998 e viene sepolto nella cappella di famiglia, facendo così ritorno, definitivamente, al suo amato paese: Bonito.