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”Per noi -sottolinea Sarfatti- è importante capire cosa è accaduto in tutti questi anni, mentre nel capitolo Palatucci è importante anche stabilire perché fu arrestato e deportato a Dachau. La sua deportazione rimane un atto criminale, ma vogliamo capire anche con quale classifica fu deportato. L’uccisione all’arrivo o per malattie e stenti e’ un elemento che permetterà di capire la sua vicenda di prigioniero dei nazisti. A fine aprile faremo il punto. Dopo questo, scriveremo una relazione conclusiva, elencando i punti che abbiamo approfondito”.
Intanto il Memoriale dell’Olocausto Yad Vashem di Gerusalemme, tramite il suo eminente membro della presidenza, David Cassuto, ha confermato a Giovanni Palatucci il titolo di ‘Giusto fra le Nazioni’. La notizia, di cui si è occupato anche l’Osservatore Romano, è stata data il 15 febbraio da ‘Avvenire’ con un articolo di Angelo Picariello dedicato all’intervista sul caso Palatucci rilasciata dallo scrittore e storico della Shoah Roberto Malini a Nazareno Giusti, per il quotidiano online ‘Lo Schermo’.
Intervista cui ha fatto seguito la lettera che Cassuto ha inviato a Malini, dopo aver letto le considerazioni dello scrittore milanese sul caso Palatucci. “Non c’è nessuna novità, o presunta tale, che giustifichi un processo di revisione del riconoscimento di Giusto fra le Nazionì conferito a Giovanni Palatucci il 12 settembre 1990”, ha affermato Cassuto nella sua missiva, sottolineando come nell’intervista a Malini “domande e risposte convincono pienamente dell’eroismo e della grandezza dei Palatucci”.