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La prima, T.T. di 37 anni, residente in Svizzera, si trovava nel suo paese d’origine per trascorrere le vacanze estive quando ha riscontrato i primi sintomi tipici della meningite: febbre molto alta, rigidità al collo, dolori al busto. Lunedì i sanitari hanno ritenuto necessario ricoverarla all’ospedale di Sant’Angelo dei Lombardi, ma in seguito hanno preferito trasferirla al Moscati di Avellino al reparto malattie infettive, che dispone di un test che può eseguire rapidamente una diagnosi. Al 99 per cento dovrebbe trattarsi di meningite batterica ma ad oggi le sue condizioni sembrano essere migliorate.
Sempre nel comune altirpino il batterio ha colpito una ragazza di 17 anni. La giovane dopo aver accusato violenti mal di testa, vomito e lancinanti dolori alle articolazioni è stata visitata dal proprio medico di famiglia, il quale le ha diagnosticato il virus infettivo nella forma più pericolosa. Tempestivamente è stata ricoverata all’ospedale Maffucci di Avellino nel reparto malattie infettive. Al momento è in prognosi riservata, ma non dovrebbe essere in pericolo di vita.
La preoccupazione dei medici è che adesso possa divampare la psicosi tra i cittadini. Già nel dicembre scorso quando si registrarono i primi casi di meningite ci fu l’assalto a ospedali e farmacie. Due casi in due giorni possono generare la paura, ma gli esperti invitano a non creare falsi allarmismi perchè si tratta di casi isolati. Tuttavia l’Asl di competenza ha avviato un indagine epidemiologica: parenti, amici e chiunque è stato a contatto con le due donne sono sotto stretto controllo per un periodo di incubazione di dieci giorni.