Provincia ha prodotto osservazioni alle opere del nuovo elettrodotto

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La Provincia di Avellino ha prodotto le osservazioni alle opere del nuovo elettrodotto a 380 KV Bisaccia-Deliceto che Terna Rete Italia intende realizzare nei comuni di Bisaccia e di Lacedonia. Lo comunica l’Assessore all’Ambiente della Provincia, Domenico Gambacorta che aveva confermato l’impegno dell’Ente nell’incontro del 5 giugno scorso con i Sindaci dei due comuni e con i rappresentanti del Comitato Ambiente e Territorio di Bisaccia. L’assessore Gambacorta che, a margine della riunione aveva contattato anche gli uffici di Avellino del Ministero dei Beni Culturali per richiedere anche il loro intervento, ringrazia gli uffici del settore Ambiente ed Energia per lo studio puntuale e approfondito delle problematiche relative alla Valutazione di impatto ambientale di un’opera che interessa, per una lunghezza di quasi 19 chilometri, il territorio irpino. Di seguito le motivazioni presenti nel testo delle Osservazioni presentate dalla Provincia di Avellino.
“La strategia del Proponente, Terna S.p.A., appare evidente: si tratta di potenziare, senza alcun riscontro tecnico, le infrastrutture di trasporto del sistema energetico nazionale ed internazionale, realizzando degli elettrodotti adeguati ad nuovo scenario energetico non sufficientemente indagato e non, come invece sostenuto dal proponente, che: “lo Studio di Impatto Ambientale è relativo alla realizzazione dell’Elettrodotto 380 kV “Bisaccia- Deliceto”, che si rende necessario per far fronte alle criticità della rete ad altissima tensione e per connettere i numerosi campi eolici già realizzati e/o in corso di realizzazione alla rete elettrica nazionale.” Se così fosse il progetto dell’Elettrodotto a 380 kV avrebbe dovuto essere inserito nelle numerose procedure V.I.A. relativi ai parchi eolici, laddove si è assunta la realizzabilità degli stessi proprio da Terna, in quanto detti parchi sono stati ritenuti compatibili con l’assetto infrastrutturale esistente, condizione questa che ha consentito di formulare una compatibilità ambientale positiva, oltre che per tutti i parchi eolici autorizzati ed autorizzandi, anche per la realizzazione della centrale termoelettrica Edison di Flumeri, dell’elettrodotto Foggia – Benevento II nonchè della stazione elettrica di Ariano Irpino ancora in corso di autorizzazione, ma, cosa più grave, il presente progetto andava certamente inserito nella fase valutativa della stazione di Bisaccia da poco in funzione. Si è quindi in presenza di uno “spacchettamento” degli interventi che costituiscono una grave elusione delle norme comunitarie e nazionali che impongono una valutazione unitaria degli interventi. Tutto ciò dimostra ancora una volta ,che per le procedure di V.I.A. riguardanti i parchi eolici autorizzati ed autorizzandi e delle opere connesse, le Autorità responsabili del procedimento hanno svolto con troppa leggerezza il proprio compito. L’assunto di Terna di “ciriticità del sistema” è, quindi, di fatto, negato nei vari pareri favorevoli espressi in merito alle connessioni dei parchi eolici delle zone interne della Campania e Puglia e gravitanti sull’elettrodotto in esame.
SCENARI FUTURI
Come in precedenza accennato, lo Studio di Impatto Ambientale non contiene un adeguato approfondimento in merito agli scenari futuri del mercato interno ed internazionale dell’energia laddove non si tiene in debito conto del calo dei consumi energetici frutto dell’attuale crisi economica che sia l’Italia ma anche gli altri Stati europei stanno attraversando e le prospettive nel medio-lungo periodo, dello sviluppo sempre più diffuso di sistemi di autoproduzione di energia alternativa da parte di aziende e famiglie (da fotovoltaico, eolico, biomasse, ecc.) sia a livello locale, che italiano e della necessità di prevedere un sistema di tipo smart-grid, grandemente favorito dall’Unione Europea, e già largamente diffuso un USA. In merito alle scelte progettuali alternative. La lacuna più grave presente nello Studio di Impatto Ambientale è l’aver trascurato una ipotesi progettuale valida, tecnologicamente matura ed ampiamente utilizzata come la soluzione di un elettrodotto in cavo interrato. La carenza di valutazione di detta alternativa, inficia la serietà complessiva del rapporto ambientale. E’ naturale che questa non scelta, sia frutto del costo maggiore della soluzione di realizzare un elettrodotto in cavo interrato, rispetto alla soluzione di un elettrodotto in linea aerea, considerato che i parametri ambientali sarebbero stati sicuramente a favorevoli alla soluzione interrata. L’assenza di questa valutazione di alternativa inficia a sua volta e gravemente tutti gli aspetti relativi alla verifica dell’impatto ambientale dell’opera.
Per quanto concerne “l’’Opzione Zero” Lo studio riporta che: “Tale alternativa, che lascerebbe inalterate le condizioni attuali della rete, deve essere valutata in relazione alle criticità attuali di rete e all’analisi energetica regionale riportata nel precedente paragrafo “Dati statistici regione Puglia”. La mancata realizzazione del suddetto elettrodotto 380 kV “Deliceto – Bisaccia” risulterebbe in un mancato beneficio (costo del non fare) valutabile in termini di: – peggioramento delle congestioni di rete: la non realizzazione dell’intervento non consentirà di incrementare l’alimentazione in sicurezza dei carichi ubicati nell’area tra Foggia e Benevento. Infatti l’attuale rete AT è interessata da flussi di potenza molto alti per la presenza di numerose centrali eoliche connesse direttamente sulla rete di distribuzione a 150 kV non opportunamente interconnessa con la rete AAT. Gli attuali elettrodotti a 380 kV nell’area sono anch’essi caratterizzati da elevati transiti di potenza, pertanto il possibile fuori servizio di uno di essi causerebbe inevitabili sovraccarichi della rete AT compresa tra Foggia e Benevento aumentando il rischio di Energia Non Fornita; – mancata riduzione delle perdite di rete rinunciando così al beneficio economico per il Sistema; – peggioramento della competitività dei mercati in termini di potenza non liberata sia da produzione più efficiente che da fonte eolica, causando la produzione di energia da parte di impianti non competitivi e più onerosi. Nel caso di fuori servizio della linea 380 kV “Deliceto – Foggia”, in assenza del futuro elettrodotto “Bisaccia – Deliceto” 380 kV, la produzione degli impianti da fonte rinnovabile e della centrale di Candela in parte si riverserebbe sulla rete AT afferente la SE Deliceto, causandone la congestione, ed in parte sarebbe inevitabilmente limitata. I risultati che si attendono con la realizzazione del progetto vanno da una parte a limitare i vincoli (attuali e futuri) di utilizzo e gestione della rete, dall’altra ad incrementare la qualità della rete stessa, migliorandone le caratteristiche strutturali e l’efficienza. Non è stata affatto affrontata nessuna ipotesi di utilizzo delle linee esistenti che ne giustifichi l’investimento. Storicamente il trasporto elettrico in Italia, fin dai tempi di gestione dell’ente ENEL, prima ancora che l’asset del trasporto di energia elettrica fosse scorporato con la costituzione di TERNA Spa, registrava il sottoutilizzo degli elettrodotti in alta tensione, in particolare degli elettrodotti a 380 kV, che per diversi anni si è mediamente collocato a livelli di carico inferiori al 25% del carico di targa, laddove un utilizzo economicamente conveniente si colloca, secondo valutazioni largamente condivise, intorno al 70%. Ciò significa, ad esempio, che per elettrodotti a 380 kV, con corrente di targa di 1500 A, il carico medio, economicamente conveniente, dovrebbe essere nell’ordine dei 1000 A! Senza considerare inoltre che per i picchi si può raggiungere anche il doppio della potenza di targa.
Parametri di costo.
Non è affrontata una corretta valutazione dell’iniziativa in termini di parametri di costo, anche al fine di valutare eventuali alternative o la stessa “opzione zero”. Anzi, l’analisi costi – benefici non compare nello Studio di Impatto Ambientale. E’ incredibile che nella copiosa produzione di elaborati costituenti il progetto e lo Studio di Impatto Ambientale proposto da Terna S.p.A. non vi siano riferimenti ai parametri di costo. Trattandosi di una opera pubblica – anche finanziata dai cittadini sulla voce “trasporto/ distribuzione dell’energia elettrica” in bolletta elettrica e pertanto non sembra giustificato il non fornire i parametri necessari per valutare la inevitabile ricaduta economica sul territorio e sui cittadini che la realizzazione dell’infrastruttura andrà, inevitabilmente, a provocare. Sarebbe stato opportuno effettuare un’analisi puntuale ed approfondita dei costi e dei benefici attesi, sia diretti ed indiretti, che tale iniziativa comporta e, soprattutto, focalizzando questo aspetto sul territorio interessato dall’iniziativa progettuale, valutando il deprezzamento complessivo dei terreni e del soprassuolo inutilizzabile.”

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