Gabrieli replica a Fierro: “Il peggio della politica”

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Leonida Gabrieli, replica a Lucio Fierro: “Constato con vero piacere, e mi compiaccio sorridendo, che la mia nota del 29 maggio (sul tunnel e sulle candidature nel PD) ha suscitato la scomposta e volgare reazione (che nulla ha di politico e che da tempo covava) tipica di chi, scoperto nel suo ben conosciuto immutabile costume, nasconde dietro la declamazione di nobili cause il peggio che in politica abbia dato la nostra provincia. E’ proprio vero, i tempi sono mutati. Milano, Napoli, Palermo, Parma ed altre città hanno dimostrato che non vi è più spazio per quei vecchi arnesi che, mai come nel Mezzogiorno, sono stati i protagonisti della decadenza o meglio del degrado culturale, economico, morale, politico. E proprio questi tempi nuovi dovrebbero indurre a riflettere sulla propria storia e a considerare, per quella che è ed è stata, la storia degli altri. Vi sono storie di pochi piccoli uomini vissuti e sopravvissuti all’ombra della politica dalla quale direttamente o indirettamente hanno tratto la loro stessa sopravvivenza, ma senza nulla dare alla comunità se non in termini di vanagloriose ed inconsistenti elucubrazioni, che anderebbero collocate nelle migliori mostre teratologiche; uomini adusi all’intrigo, alla contrapposizione, alla lacerazione, alla mistificazione pur di affermare la propria arroganza. False patacche, mestieranti deriva di una sedicente classe intellettual-politica. Vi sono, al contrario, storie di tanti uomini vissuti e che vivono del loro lavoro, modestamente, ma del loro lavoro fondato soprattutto sullo studio, sull’impegno e sulla conoscenza. Uomini lontani dalla politica e che da questa non hanno tratto e non traggono alcun vantaggio e che non hanno bisogno di clientele. Anzi. E se c’è un dato che caratterizza questi uomini, è la libertà e l’autonomia del pensiero, la riluttanza verso tutte quelle forme di piaggeria o di miserevole richiesta di incarichi e di prebende, la disinteressata partecipazione (peraltro richiesta e non cercata). Eppure, pur di fronte a tanto, si ha lo spudorato ardire di parlare di incompatibilità, di occupazione di postazioni, di rappresentanza del Gruppo PD in Consiglio ed di altre miserevoli illazioni. Ad essere sinceri, se c’è una incompatibilità incontrovertibile, insormontabile ed abissale è tra la mia storia (e quella di mio fratello) e quella di altri. E tale incompatibilità si manifestò già quando, all’inizio della consiliatura, mi fu proposto di essere il quinto elemento di un gruppo della sinistra del PD che, ben usato, avrebbe dovuto e potuto determinare la tenuta della maggioranza in Consiglio Comunale e condizionare il Sindaco Galasso, al quale rinnovo ancora più convinto la mia solidarietà. E’ tutto davvero molto squallido, molto spregevole, indecente”.

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