Air – Gresta: “Il nostro motto? Vincere divertendo”

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Lo avevamo preannunciato già diverse settimane fa, ma solo da pochi giorni è diventato ufficiale. Luigi Gresta è il nuovo coach della Scandone Avellino. Il pesarese torna a sedersi sulla panchina biancoverde, questa vota da capo allenatore. La prima volta era la stagione 97/98, la Scandone affrontava il suo primo campionato di A2. In panchina Luigi Gresta faceva da assistente a coach Gianluca Tucci. Poi nel 99/2000 e 2000/2001, gli anni più belli per la pallacanestro avellinese, Gresta era l’assistente di Luca Dal Monte. Ma perché il nostro amico di Pesaro è ritornato in Irpinia? Ce lo ha spiegato stesso Giggio in questa intervista. Allora coach perché nuovamente Avellino?
“La risposta è molto semplice. Allenare per la squadra per la quale fai il tifo è la cosa più bella che ti possa capitare. Oltre alla Scovolini, squadra della mia città, ogni domenica alla fine delle partite andavo a controllare il risultato della Scandone. Ritrovarmi in un ambiente caloroso come quello biancoverde è bellissimo, ho tanti amici, ad Avellino sono legate tante belle esperienze”.
Quali differenze rispetto alle esperienze precedenti?
“A questa domanda ti potrò rispondere meglio fra un paio di mesi. Una cosa è fare l’assistente altra il capo allenatore. Ci sono maggiori responsabilità. A differenza di altre mie esperienze, qui conosco le persone con le quali lavorerò. Conosco bene l’ambiente, i tifosi, questo significa partire già con qualche punto a tuo favore. Certamente ci saranno delle novità, sicuramente imparerò qualcosa di nuovo”.
Su chi verrà costruita la squadra?
“Ma forse ora ti darò una risposta ovvia, ma l’asse play/pivot è essenziale. Noi ora ci stiamo guardando attorno. Per il play i nomi sono quelli che circolano (Bonora, Busca). Sarà importante firmare prima gli italiani, buoni italiani che possano dare solidità alla squadra. Nei ruoli in cui rimarremo scoperti, firmeremo gli americani. I giocatori U.S.A. sono l’ultimo dei problemi. Ce ne sono tantissimi in circolazione. Cercheremo di costruire una squadra giovane, ma non troppo. Con un pizzico di esperienza che fa sempre bene”.
Quali obiettivi si pone la Scandone 2006/2007?
“Quello di divertire. Con questo non voglio dire che segneremo 100 punti ogni domenica e ne subiremo 90. Noi cercheremo di vincere le partite giocando bene, facendo divertire il pubblico. Alla fine ciò che conta è il risultato che si legge sul tabellone alla fine dei quaranta minuti di gioco. Altro obiettivo che ci poniamo sarà quello di sollevare l’entusiasmo tra il pubblico e riportare i tifosi al palazzo dello sport. Vorrei che la mia squadra avesse sempre il sorriso sulle labbra”. Oltre alla prima squadra ti occuperai anche del settore giovanile?
“No, più che altro per una questione di tempi. Ci sono, e ci saranno persone capaci in grado di occuparsi delle squadre del settore giovanile. So che ci sono alcuni ragazzi interessanti, sarà importanti farli crescere. Io dal canto mio cercherò di dare loro la possibilità di fare esperienza in prima squadra, attraverso gli allenamenti. Fargli capire che se lavoreranno bene ci sarà spazio anche per loro. Com’è stato ad esempio per Maurizio Ferrara”.
Maurizio rimarrà?
“È un prodotto locale, io vorrei che rimanesse. La sua energia potrà essere importante”
. Tre settimane fa in tanti ti videro in città. Tutti pensavano che fossi venuto per firmare. Tu però rispondesti che eri andato dal commercialista. Qual è la verità?
“Ogni anno la solita storia. Il periodo di giugno coincide con le trattative di mercato e con la dichiarazione dei redditi. Puntualmente mi vedete qui e mi accostate alla Scandone. Sembrerà strano ma ho il commercialista ad Avellino, anche se in effetti è una scusa per venire a trovare i miei amici”.(di Giovanni La Rosa)

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