Base Popolare: Maselli commenta… e bacchetta De Mita e D’Ambrosio

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L’analisi del voto, politico prima e amministrativo dopo, dà i suoi primi risultati: ‘Base popolare’. È l’anima della Margherita, quella che fa riferimento alle radici ideologiche del partito. Alla tradizione cattolico-democratica. Quella che si richiama al vecchio Ppi. Una riflessione politica, lontana da facili provocazioni, promossa dall’ex Segretario provinciale del Partito Popolare, Amalio Santoro, animato dalla volontà di rilanciare la discussione all’interno del Fiorellino senza dimenticare ‘principi e valori’. … ma anche dalla volontà “di esprimere chiaramente un disagio diffuso”. A precisarlo l’ex Presidente della Provincia di Avellino, Francesco Maselli che -su nostra sollecitazione- commenta lo stato di salute del Fiorellino all’indomani delle elezioni e in attesa di chiudere definitivamente il capitolo ‘crisi’ a Palazzo Caracciolo.
Nasce ‘Base Popolare’, un nuovo soggetto politico riconducibile alle radici del vecchio Ppi. Cosa ne pensa?
“Credo che esprima un disagio diffuso all’interno del partito ma che tuttavia stenta ad emergere chiaramente. Il malessere può dipendere da diversi fattori: a cominciare dalla difficoltà di partecipazione, ad una gestione verticistica, ad un coinvolgimento degli organi solo ed esclusivamente per ratificare posizioni già assunte”.
Amalio Santoro sollecita un repentino cambiamento all’interno del partito, il rilancio di una nuova stagione di responsabilità e di passione civile…
“Passione e responsabilità, due componenti fondamentali dell’azione politica che devono essere necessariamente rafforzate e rilanciate. Le continue diatribe all’interno del centrosinistra non fanno bene a nessuno. Non si può pensare che i partiti, soggetti collettivi, possano ridursi a due persone… senza capire che D’Ambrosio è il miglior sponsor per De Mita e De Mita il miglior sponsor per D’Ambrosio”.
Sul fronte crisi in Provincia, secondo lei la Margherita ha qualche responsabilità? Se sì quali?
“Sicuramente la Margherita non ha espresso in maniera chiara e lineare le proprie motivazioni. Mi riesce difficile capire come a Roma si parli di Partito Democratico e nella nostra provincia si stenti a ristabilire il dialogo. Mi auguro che non si tratti solo di una questione di ‘rimpasto’ o politico-personale”.
E la De Simone?
“Vale lo stesso discorso. I motivi sono ancora tutti da capire… tuttavia le spiegazioni potrebbero essere due: o nessuno è stato sufficientemente chiaro o la crisi è esplosa per questioni non riconducibili alla gestione dell’Ente. Atteggiamenti poco responsabili se si considera che si è disposti a paralizzare una pubblica amministrazione per problemi personali”.
A pagare, come sempre, è il cittadino…
“Infatti. Il ritorno dell’ingerenza partitica non fa altro che acuire il rapporto di fiducia tra il cittadino e le istituzioni”. (di Marianna Morante)

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