Riceviamo e pubblichiamo la lettera aperta dell’avvocato e delegato OUA Marcello Luparella indirizzata ai colleghi legali.
Cari Colleghi,
ho letto la lettera dell’avv. Carmine Monaco titolata “Le Ragioni di una scelta” e, pur non essendo candidato, ma avendo parte-cipato a tutte le vicende che hanno preceduto la fase calda delle Elezioni del Consiglio dell’Ordine, sento il bisogno di dire la mia, perché non è giusto che le cose semplici, sebbene per qualcuno imbarazzanti, vengano complicate e distorte senza moti-vo. Personalmente mi sono speso da qualche mese con un unico obiettivo: salvaguardare l’unità degli Avvocati arianesi ed evitare che in un momento come questo gli stessi si dividessero in una defatigatoria battaglia elettorale tra liste alternative. Registrando infatti la disponibilità di qualche collega (avv. Capobianco, avv. Giovannelli) che io reputavo e reputo molto utile alla causa comune, ad impegnarsi in campo ordinistico, ho tentato con altri amici di promuovere una sintesi tra le varie posi-zioni, individuando subito, (non intendo nascondermi pure io dietro un dito) l’opportunità di candidare quale Presidente l’avv. Pasquale Giovannelli, per rispetto dell’età, dell’esperienza politica e professionale, dei rapporti da lui intrecciati nel corso di una vita e che ho creduto potessero tornare utili in un momento di emergenza come questo. Tuttavia, pure avendo questa idea, e pur consapevole della difficoltà dell’impresa, ho invitato i tre aspiranti leader ad incontrar-si tra di loro, trovare un punto di incontro ed alla fine indicarci il Presidente prescelto che io, e tanti miei amici insieme a me, avremmo votato ad occhi chiusi, proprio in omaggio ad un’esigenza di unità.
L’avv. Capobianco si è dichiarato subito, e con grande lealtà, non disponibile, volendo approntare una lista che rappresentas-se soprattutto la sua associazione, l’UDAI.
Al fine di vagliare la possibilità di una soluzione condivisa i Consiglieri Marraffino, Mascolini e Simone, nonchè il sottoscritto e l’avv. Cardellicchio, presentarono il 9.01 una richiesta di convocazione in via di urgenza dell’Assemblea di tutti gli iscritti (che pareva utile consultare), richiesta completamente ignorata dal Presidente Monaco. I contatti tra le altre due componenti sono invece proseguiti, e la mattina dell’11.01.2012, prima di recarci tutti a festeggiare il carissimo Alberto Petroccione, si è avuta una riunione, presenti una ventina di colleghi variamente schierati e comunque aper-ta a chiunque volesse intervenire, dalla quale sono emerse tre possibili soluzioni:
1. La formazione di un listone unico, con numero di candidati anche doppio o triplo rispetto a quelli da eleggere, e nel quale chi avesse riportato più voti avrebbe fatto il Presidente. A questo progetto vi era ancora la speranza di poter coinvolgere anche l’avv. Capobianco;
2. La formazione di una lista unica di nove nomi, scelti (stante l’indisponibilità di Capobianco) tra gli amici di Monaco e quelli di Giovannelli, con indicazione di quest’ultimo quale Presidente e di Monaco quale vice-plenipotenziario;
3. Il “congelamento”, in segno di protesta rispetto all’ipotesi soppressione – Tribunale, dell’attuale Consiglio, con rielezione di soli due elementi, in sostituzione dei due decaduti Luparella e Cardellicchio. Tale proposta, avanzata dall’avv. Giovannelli, fu subito bocciata, perché ritenuta tecnicamente non praticabile, soprattutto dall’avv. Petitto.
La scelta dei presenti ricadde sulla soluzione n. 2, l’avv. Monaco sostenne di non volersi candidare per ragioni personali, ma si impegnò a comunicare entro la mattina successiva (il termine per la presentazione delle liste sarebbe scaduto il 13 alle 13) quattro nominativi di suoi amici.
Qualche ora dopo al Ristorante Le Rose, a margine della festa di Alberto Petroccione, vi fu un nuovo serrato incontro tra il sot-toscritto, l’avv. Giovannelli, l’avv. Monaco, l’avv. Capobianco e l’avv. Cardellicchio in cui ancora una volta si sondò (con esito negativo) la disponibilità di Capobianco e si pregò (letteralmente) l’avv. Monaco di ricandidarsi nella lista delle due componenti Monaco – Giovannelli.
L’amico Carmine Monaco assicurò che ci avrebbe pensato, già accennò a tre nominativi di candidati (De Gregorio, Petitto, Romano), si riservò comunque di comunicare la mattina del giorno 12 (all’esito di una ulteriore consultazione tra i suoi fedelis-simi) i quattro nomi definitivi, sciogliendo così pure la riserva sulla sua candidatura.
La componente Giovannelli approntò così una lista di cinque nomi e restò in attesa delle altre indicazioni per chiudere la lista: tuttavia per tutta la giornata del 12.01 l’avv. Monaco si rese irreperibile, ed a tarda serata comunicò che avrebbe avuto di lì a poco un incontro con alcuni suoi amici, che avrebbero voluto farlo ricandidare, ma assicurò di non avere alcuna intenzione in tal senso e che la riunione sarebbe servita solo a designare i quattro nominativi da inserire nella lista semi-unitaria (semi per-ché mancava Capobianco). La mattina del 13.01 gli avv.ti De Cillis e Di Gregorio, nonché più riservatamente lo stesso avv. Monaco, comunicavano che quest’ultimo avrebbe presentato una propria lista.
L’avv. Monaco però, pur avendo con sé tutte le candidature firmate ritenne di non doverle depositare, perché tale presentazio-ne, che egli attribuiva ad una forzatura dei suoi fedelissimi, lo avrebbe esposto a brutta figura rispetto agli accordi raggiunti qualche giorno prima.
Nel frattempo la lista Giovannelli (integrata all’ultimo momento con quattro nomi che andavano a riempire le quattro caselle ri-servate a Monaco) e la lista Capobianco furono presentate nei termini e modi di legge.
L’avv. Monaco, dal canto suo, continuò ad assicurare il proprio disimpegno, aggiungendo che tale disimpegno sarebbe stato ufficializzato pubblicamente il giorno 17.01, dopo il Consiglio Comunale allargato previsto in Tribunale per il giorno 16. Giunge invece questa mattina la tardiva (almeno tecnicamente) candidatura dell’avv. Carmine Monaco, rispetto alla quale per-sonalmente non mi sento di obiettare alcunchè (e ci mancherebbe altro), ma non posso esimermi dal sottolineare l’imbarazzante motivazione, affidata ad un mix di arrampicate sugli specchi, scuse non richieste, ricostruzioni di comodo, fritta-te malamente girate.
Ognuno è libero di cambiare idea quando e come vuole, ma ciò non significa che debba immotivatamente dare ad altri la colpa dei propri tentennamenti: l’importante è essere chiari, nel rispetto innanzitutto degli interlocutori e di chi conosce la verità.
Insomma, posto (e sono pronto a spiegarlo e documentarlo a ciascuno di voi) che le cose sono andate esattamente come so-pra narrato, l’avv. Monaco non avrebbe dovuto far altro che spiegare i veri motivi del suo ripensamento.
E magari intitolare il suo volantino: “Le ragioni dell’ennesimo cambiamento di idea”. Tutto qui. Ogni collega avrebbe avuto così il modo di fare le proprie valutazioni. Auguri Carmine, e grazie per tutto ciò che hai fatto per il nostro Consiglio dell’Ordine.
