Tra le manifestazioni di interesse per rilevare lo stabilimento ex Irisbus di Valle Ufita presentate questa mattina al ministero dello Sviluppo economico ci sarebbe anche il gruppo cinese Amnsia. In mattinata, infatti, il sottosegretario allo Sviluppo, Claudio Vincenti ha incontrato i rappresentanti sindacali per discutere del futuro industriale della zona e pianificare nuovi percorsi. Pare che la società cinese, con alle spalle il colosso Dfm abbia stabilito i primi contatti con la Fiat per rilevare la fabbrica. Al confronto non ha partecipato il ministro Corrado Passera. Il tavolo si aggiornerà in una nuova seduta il prossimo aprile.
“Come primo passo del percorso di reindustrializzazione del sito di Valle Ufita, l’incontro di oggi è andato bene”- dichiara il vice segretario nazionale Ugl Metalmeccanici, Antonio Spera. “E’ importante – aggiunge – che dal sottosegretario Claudio De Vincenti sia arrivata la conferma della sensibilità del Governo verso una vertenza che interessa non solo più di mille lavoratrici e lavoratori, fra diretti e indotto, ma l’intero territorio irpino. Sia il ministero che Fiat – prosegue – hanno confermato che ci sono diverse manifestazioni di interesse da valutare, sia italiane che internazionali, a partire da Amsia Motors che si è rifatta avanti dopo aver sciolto i rapporti che la legavano ad alcune società italiane e con la quale Fiat ha già stabilito un calendario di contatti, da oggi fino a marzo. L’obiettivo, infatti, è arrivare a presentare proposte concrete nel prossimo incontro al Mse, calendarizzato per aprile. Inoltre, si sta valutando insieme al ministero del Lavoro la possibilità che la deroga alla riforma delle pensioni valga anche per i lavoratori Irisbus che, sulla base della vecchia normativa, maturerebbero i requisiti pensionistici a breve: “In linea con gli impegni presi con l’accordo sulla cigs siglato lo scorso 14 dicembre – conclude il sindacalista – , ci aspettiamo che si proceda speditamente nel cammino iniziato oggi, affinché si possano dare al più presto risposte concrete alle lavoratrici e ai lavoratori Irisbus”.
