Stop alle dimissioni in bianco, Lomazzo: “Riguardano 800mila madri”

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La consigliera di parità della Provincia di Avellino, Domenica Marianna Lomazzo, esprime soddisfazione per l’intenzione dichiarata dal Ministro Fornero , con delega al Lavoro e alle Pari Opportunità, di voler porre in essere provvedimenti contro la pratica delle dimissioni in bianco, molto diffusa soprattutto nelle aziende di piccole dimensioni. “La pratica delle dimissioni in bianco che vengono fatte firmare alle dipendenti donne al momento dell’assunzione per poter interrompere facilmente il rapporto di lavoro, soprattutto in caso di maternità, – spiega – è un problema per l’occupazione femminile e la forma più odiosa di discriminazione di genere a danno delle donne”.

Si tratta di un fenomeno a cui non sfuggono le donne della nostra provincia e che, secondo le cifre fornite dall’Istat nel 2011 presenta numeri corposi: di fatti secondo le cifre fornite fra il 2008 e il 2009 sono state licenziate con questo sistema circa 800mila madri. Ad essere maggiormente colpite sono le lavoratrici più giovani: i casi di dimissioni forzate riguardano il 13,1% delle donne nate dopo il 1973, percentuale che scende al 9,3% per le lavoratrici nate fra il ’64 e il ’73, al 7,9% fra il ’54 e il ’63, al 6,8% fra il ’44 e il ’53.

“Il totale delle lavoratrici che lasciano il lavoro dopo la gravidanza, che incamera dunque anche le interruzioni volontarie, è pari al 15,1% – ricorda Lomazzo -. Significa che la decisione di lasciare il lavoro nel momento della maternità nella maggioranza dei casi è obbligata: il 15,1% è infatti formato da un 8,7% di dimissioni forzate e da un più basso 6,4% di dimissioni volontarie”. Una legge sulle dimissioni volontarie per contrastare il fenomeno era stata introdotta nel 2007 dal Governo Prodi e poi successivamente cancellata . La normativa del 2007 a firma dell’allora Ministro del Lavoro Cesare Damiano prevedeva, fra le altre cose, che per essere valide le dimissioni dovessero essere presentate attraverso un apposito modulo, fornito dagli uffici provinciali del lavoro e dalle amministrazioni comunali, che era numerato. Un accorgimento che vanificava la possibilità di far firmare le dimissioni al momento dell’assunzione. “L’auspicio che provvedimenti a tutela delle lavoratrici in maternità vengano emanati dal Governo in maniera celere – conclude Mimma Lomazzo – unitamente a strumenti per l’ incentivazione dell’occupazione femminile e a strumenti di conciliazione tra vita di lavoro e vita di cura ,e ciò per consentire alle donne di non essere più costrette a scegliere tra il lavoro e i figli, come è accaduto ,purtroppo, anche nella nostra provincia a ben 77 donne, secondo il puntuale Report redatto dalla Direzione Provinciale del Lavoro della provincia di Avellino ma di avere la possibilità di contribuire ,con il proprio lavoro ,alla rinascita economica, sociale e morale del nostro Paese”.

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