Medico irpino scambia infarto per gastrite, a processo a Padova

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Per una diagnosi sbagliata un medico originario della provincia di Avellino in servizio presso il carcere di Padova va a processo dopo che il pubblico ministero padovano Orietta Canova ha chiuso formalmente l’inchiesta. I fatti risalgono a otto mesi fa: il detenuto Federico Rigolon, 37 anni lamentava un fortissimo dolore nella regione epigastrica, la parte superiore dell’addome. Un dolore acuto, penetrante. Un dolore che non passava nonostante la terapia farmacologica. Quel malessere dipendeva solo da problemi di stomaco secondo il medico in servizio nella casa di reclusione Due Palazzi di Padova. A questo punto il detenuto chiede di essere trasferito in ospedale ma la dottoressa gli prescrive ranitidina per curare una gastrite acuta e Buscopan per fronteggiare il dolore. Rigolon torna dal medico perché va peggio. E il medico prescrive un altro antidolorifico (Contramal), suggerendo al paziente di non fumare più: si limita solo a prenotare in ospedale un esame endoscopico. Anzi, nel diario clinico il medico aveva segnalato che il detenuto si era comportato con arroganza, aggressività e mancanza di rispetto nei suoi confronti: comportamento forse comprensibile in un uomo che stava per morire e che, nonostante la richiesta di essere accompagnato in ospedale non riceveva risposte positive. Dalla consulenza tecnica svolta dal professor Gaetano Thiene e dal medico legale Claudio Terranova, consulenti della procura bastava un elettrocardiogramma per individuare con certezza l’infarto in atto. Sarebbe stata necessaria una coronarografia con angioplastica coronarica e l’applicazione di uno stent per salvare Federico. Sulla richiesta di omicidio colposo si pronuncerà il gup Paola Cameran.

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