“Sono solidale e vicino ai commercianti del centro storico di Avellino per la situazione critica che si è creata sulla questione del commercio in citta” – Così Fausto Sacco, presidente provinciale della DcA nel Pdl, dopo la lettera che i commercianti della zona hanno inoltrato al sindaco di Avellino Giuseppe Galasso. La crisi del commercio ad Avellino è sotto gli occhi di tutti, ma non riesco a capire perché, chi di competenza non si attrezza ad affrontare la situazione. Noi democristiani nel Popolo della libertà dopo un approfondito studio, più di una volta abbiamo pubblicamente denunciato quello che stava succedendo, ma mai nessuno ha voluto prendere in seria considerazione le nostre iniziative. La chiusura di oltre cento attività commerciali, nell’anno duemilaundici, in una realtà piccola come Avellino è influisce certamente su tutta l’economia del territorio” Sacco si scaglia contro l’a’assessore all’Annona e gli organismi competenti che, a suo dire, continuano ad ignorare il problema. “L’impegno dell’ assessore Verrengia per le baracche natalizie al Corso Vittorio Emanuele non basta per la risoluzione del problema. Un assessore non credo possa risolvere la questione facendo il direttore commerciale di una fiera, oppure facendo l’amico di qualche direttore artistico di secondo livello, organizzando concerti e serate musicali. Questo assessore probabilmente non è ancora entrato nel ruolo a lui assegnato”. Poi rincara la dose: “Il commercio è una cosa seria e fondamentale per l’economia di tutta la città non può essere trattato nella mediocrità. I centri commerciali naturali sono una proposta innovativa, ma senza un piano commerciale adeguato come possono essere approvati dalla Regione Campania? Una città capoluogo di provincia senza un aggiornato piano commerciale dove vuole andare? Il vero problema è che paesi della nostra provincia sono organizzati sicuramente meglio di noi per ospitalità e per attività commerciali, per non parlare delle altre città capoluogo di provincia della Campania”. Per chiudere, Sacco si interroga sulla natura degli esercizi commerciali che affollano corso Vittorio Emanuele. ”Come mai non ci sono più commercianti avellinesi? Perché nessuno se ne domanda le ragioni? A questo punto – aggiunge – credo che ci voglia un ragionamento serio e più ampio tra tutte le forze politiche cittadine, l’amministrazione comunale, le associazioni di categoria, i commercianti e i cittadini per arrivare ad una vera risoluzione del problema e alla ricostruzione di una città vivibile e adeguata ai tempi che riacquisti il ruolo di capoluogo di provincia oramai perso”.
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