Prezioso: “Meglio il commissario che questa amministrazione”

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Atripalda – “L’articolo 141 del Tuel riporta tra i motivi si scioglimento del consiglio comunale, cessazione dalla carica per dimissioni contestuali, ovvero rese anche con atti separati purché contemporaneamente presentati al protocollo dell’ente, della metà più uno dei membri assegnati”. Così il consigliere in quota Fli Antonio Prezioso. “Ieri mattina 4 consiglieri del Pd hanno protocollato le proprie dimissioni da consigliere comunale, come atto finale di uno scontro col Sindaco che si protrae ormai da un anno. Nell’arco della stessa mattinata sono state protocollate le dimissioni dei tre consiglieri dell’Udc. Nel conteggio siamo a sette. Quindi insufficienti a determinare lo scioglimento del consiglio comunale. Le dimissioni del nostro consigliere comunale, non sarebbero servite a raggiungere lo scopo, in quanto il conteggio che deve arrivare a 11, si sarebbe fermato a 8 non trascurando la manca del requisito della contemporanea Sulle dimissioni degli altri due consiglieri, che quasi venivano spedite con piccione viaggiatore o tramite segnali di fumo, stendiamo un velo pietoso. Quindi stando cosi le cose, il Sindaco entro dieci giorni può procedere alla surroga dei consiglieri dimissionari, facendo salva la propria poltrona. Questa premessa è doverosa per fare chiarezza ai cittadini che seguono sui media questi tecnicismi, senza peraltro capirci tanto. Ma serve anche per chiarire agli altri attori politici in campo che decisioni improvvisate, non concertate e soprattutto velleitarie non servono proprio a nessuno. La politica non si pratica sulle spinte dei ragionamenti da bar o per dare una risposta al compagno di bevute che critica l’attività consiliare. Intraprendere qualche iniziativa tanto per fare qualcosa, non serve. L’obiettivo è mandare a casa il Sindaco Laurenzano, visto che non si riesce con le strade indicate dal Tuel allora lo si deve ottenere coi ragionamenti ed i passaggi politici. Per questo Futuro e Libertà di Atripalda ritiene che le dimissioni dei 4 consiglieri- assessori del Pd siano per ovvie l’atto finale di questa maggioranza. Su questo punto bisogna incalzare il sindaco spiegargli che ormai è abbandonato dalla sua stessa maggioranza e pertanto deve prendere atto che le sue dimissioni non sono più rinviabili: per il bene della città, stremata da un interminabile braccio di ferro e cosa non di secondo piano, per amor proprio. Poi siamo certi che il commissario prefettizio potrebbe solo far bene ad un comune come il nostro, dove la trasparenza non è mai stata di casa”.

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