Scandone: i tifosi tremano. La società resta in mano a Preziosi

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“Sono stato interpellato dall’onorevole De Luca per dare una mano alla Scandone. Dopo la riunione di venerdì scorso avevamo richiesto di prendere visione dei libri contabili della società. Dopo averli avuti, abbiamo fatto la nostra proposta, che però non è stata accettata dall’Air. A questo punto, presa visione dei fatti, non posso fare altro che augurare un in bocca al lupo alla gloriosa società avellinese”. Questo è quanto si legge nel comunicato stampa inviato dal Presidente dell’Unione Industriali Silvio Sarno. Niente da fare, nessun accordo è stato trovato tra l’Air, i De Vizia e Sarno. Strano ma vero. Eppure era stato lo stesso Avv. Preziosi, dirigente dell’Air, a chiedere il repentino intervento di nuovi industriali. Le sue richieste vennero rese note pubblicamente nell’assemblea che gli “Original Fans” organizzarono il 20 maggio scorso, per far conoscere le difficoltà della Scandone. Non si capisce bene dunque perché Preziosi abbia rifiutato l’appoggio di questi validi imprenditori. De Vizia e Sarno avrebbero dato la loro disponibilità, nonostante la Scandone la prossima stagione, avrebbe dovuto affrontare un campionato di Legadue, che offre di certo minore visibilità commerciale. Il perché dunque non lo sappiamo. Di sicuro con l’entrata di nuovi soci ed il rientro di persone competenti, gestioni simili a quelle della passata stagione difficilmente si sarebbero viste. Ci sarebbe poi stato da risolvere il problema sponsorizzazione. Il grande dilemma. Chi avrebbe dovuto fare da primo sponsor, l’Air o De Vizia? Per la serie, i fantasmi sono sempre nell’armadio. Tale problema esisteva già 4 anni fa. Come allora si è risolto in un nulla di fatto o meglio nel modo peggiore per la società. Nonostante tutto l’Air garantirà perlomeno il campionato di legadue e riuscirà ad appianare i debiti. Se non dovesse farlo saranno dolori per Preziosi. I tifosi si sentono traditi due volte dal signore dei trasporti irpini. Prima la retrocessione, avvenuta in un campionato di basso livello come la serie A di quest’anno. Poi l’arroganza del grande rifiuto verso chi avrebbe dato volentieri una mano. Chi è causa del suo male pianga se stesso. Noi diciamo grazie all’Air per averci garantito la serie A negli ultimi anni, ma adesso è arrivato il momento di farsi da parte. La Scandone è stata, è e sarà patrimonio dei tifosi, di quelli che l’hanno sempre seguita e sostenuta, di quelli che ricordano i tempi della B2 con Di Terlizzi, Vio, Trotti, Centofanti, passando per la B1 con Zucchi, Frascolla, Zuccardi, arrivando fino alla serie A. La Scandone è di tutti non di uno solo. (di Giovanni La Rosa)

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