“Il conto alla fine lo pagheranno sempre i soliti noti, coloro che hanno un minimo di stipendio fisso, i pensionati, i pensionanti, i piccoli esercenti titolari di partita iva che non certo fino ad oggi si sono arricchiti,ma soprattutto i consumatori sui quali graverà il carico maggiore della manovra Monti”. Il coordinamento provinciale dell’Idv, presieduto da Vincenzo Lippiello, stigmatizza senza mezzi termini il contenuto della manovra “Salva Italia” del governo Monti. “L’aumento delle accise sui carburanti inserito all’ultimo minuto nel decreto firmato dal presidente Napolitano produrrà l’inevitabile aumento del costo dei trasporti che non potrà non ripercuotersi sul prezzo finale dei beni. La conseguenza inevitabile sarà un potere d’acquisto veramente ridotto al necessario per chi fino ad oggi è costretto a fare i conti con 800-1000 euro al mese. Con l’entrata in vigore della legge di stabilità si verificherà un ulteriore flessione dei consumi che equivale a mancata produzione ed inevitabilmente a perdita di posti di lavoro. Il cittadino comune già vessato da ICI, incrementi dei costi sui conti correnti, aumento dell’iva , accise sui carburanti si troverà spesso dinnanzi a scelte dolorose e continue privazioni in nome dell’austerity e della “ragion di stato” che però cede il passo di fronte a spese militari, enti inutili che continuano ad esistere ed una “casta” che quando si parla di privilegi pensa ai posteri. Una manovra quindi ingiusta che se da un lato scarica il peso del risanamento del bilancio statale sulle spalle delle fasce più deboli, in cambio non garantisce la ripresa dell’economia e dell’occupazione. Molti sono i settori dove si poteva intervenire che sicuramente avrebbe portato liquidità immediata nelle casse dello stato. Si poteva procedere alla vendita delle sei nuove frequenze televisive digitali, sulle quali invece il precedente governo Berlusconi aveva avviata la procedura per l’assegnazione gratuita, rinunciando ad alcuni miliardi di euro che potrebbero essere impiegati per ripristinare l’indicizzazione dei trattamenti pensionistici. Se davvero il presidente Monti vuole coniugare rigore ed equità inizi pensare a settori della spesa pubblica che uno stato in crisi come l’Italia non può permettersi,pensi ad una tassazione delle rendite finanziarie ponderata ai capitali investiti,pensi ad una manovra che tenga conto che chi vive con 1000 euro al mese non può contribuire allo stesso modo di chi ne guadagna 10.000”.
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