Calitri – Industrie: C.D.I. in difficoltà, giovedì summit in Regione

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Calitri – 80mila metri quadrati di superficie, di cui 35mila coperti. Magazzino cotone, filatura, tessitura, tintoria, finissaggio e magazzino prodotti finiti. Una sofisticata impiantistica, con produzione di acqua, vapore. Una centrale di condizionamento e un depuratore di acque reflue: il tutto per una capacità produttiva annua di circa 12 milioni di metri di tessuto Denim, esclusivamente con filati Ring. Uno stabilimento tutto nuovo, come cita la prefazione nell’home page del sito internet… ecco la C.D.I. ‘Calitri Denim Industries’. Ma non tutto quello che luccica è oro, purtroppo. I lavoratori, uomini con una lunga tradizione di lavoro e una riconosciuta competenza nel tessile, sono in cassa integrazione e si sta rischiando di perdere l’esclusività nella produzione di Denim di qualità. Un’azienda tessile che a distanza di anni non può correre il rischio di perdere la leadership del jeans, del suo modernissimo ciclo produttivo integrato, dal cotone al prodotto finito. Ed ecco la vertenza esplode… “Giovanni Lettieri, l’attuale presidente dell’Unione degli Industriali di Napoli, deve sedersi al tavolo delle trattative”. E’ quanto dichiara Mario Squittino dell’Ugl in vista dell’incontro sull’azienda “C.D.I.” di Calitri fissato per il primo giugno prossimo dal Settore ‘Osservatorio Mercato del Lavoro e Occupazione, Emigrazione ed Immigrazione – Servizio Politiche del Lavoro” della Regione Campania. Il dirigente regionale del settore, Massimo Angrisano ha convocato al tavolo delle trattative l’Unione degli Industriali di Avellino, le Organizzazioni Sindacali del settore ‘Tessile’ ed i vertici dell’azienda calitrana. “Lettieri è il titolare della C.D.I. e quindi deve essere parte attiva. Non può sempre delegare il rappresentante legale e deve chiarire il perché della proroga della cassa integrazione per i lavoratori dello stabilimento specializzato nella trasformazione della materia prima, il ‘Denim’, in pezza finita”. Per l’esponente dell’Ugl, “…è grave non porre in essere tutte quelle iniziative per salvaguardare il livello occupazionale ma anche la leadership nel settore tessile. Da oltre un anno la C.D.I. non vive bei momenti: cassa integrazione per gli operai e da novembre dello scorso anno il rallentamento dell’attività produttiva anche nel reparto tessitura. Ed è inconcepibile che la carenza di commesse sia dovuta allo scippo del mercato estero che produce, rispetto alla C.D.I. ‘Denim’ scadente e a basso costo. Insomma è giunto il momento di rimboccarci le maniche e riprendere la vertenza. L’azienda di produzione deve trasformarsi in realtà di servizio e Lettieri deve difendere a tutti i costi l’unico valore aggiunto impossibile da copiare che è il ‘made in Italy’. (e.b.)

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