Lapio – Sacro e profano ancora una volta protagonisti della tradizione contadina. L’occasione è data dalla festa in onore di Santa Rita che si svolgerà il 27 e il 28 maggio dove alle cerimonie religiose si affiancheranno momenti di festa e di aggregazione che, abbandonata la sacralità, continuano nella sagra. Grande è la devozione della piccola comunità di Lapio nei confronti della Santa di Cascia.Il 27 maggio ci saranno gli Aironi Neri mentre l’8 giugno ci sarà il concerto bandistico città di Lapio. Nata nel 1381 desiderò fin da piccola consacrarsi a Dio, ma i genitori, avanti nell’età, prima di morire, vollero vedere sistemata quell’unica loro figlia. Rita mite e obbediente, non volle contrariare i suoi genitori, e, giovanissima, andò in sposa a Paolo Mancini. L’indole rissosa di Paolo non impedì a Rita, con ardente e tenero amore di sposa, di aiutarlo a cambiare il suo spigoloso carattere. Dall’amore di Paolo e Rita nacquero due gemelli: Giacomo Antonio e Paola Maria che ebbero tutta la tenerezza, l’amore e le cure di Rita. Il periodo, forse, più bello della vita coniugale di Rita, fu tragicamente spezzato con l’assassinio del marito. Le ultime parole di Paolo furono d’amore verso Rita e i suoi figli. Il messaggio del perdono è l’espressione più alta della sapienza della croce e, nell’animo di Rita si accese una sconfinata pietà verso coloro che le avevano ucciso il marito. Intraprese subito un’azione efficace per raggiungere la pacificazione, incominciando dai propri figli, che sentivano come un dovere vendicare la morte del padre. I sentimenti di perdono e di mitezza di Rita non riuscivano a persuaderli. Allora Rita pregò il signore offrendo la vita dei suoi figli, pur di non vederli macchiati di sangue fraterno. “Essi morirono a meno di un anno dalla morte del padre”. Rita ormai sola, e con il cuore straziato da tanto dolore, si adoperò alle opere di misericordia e, soprattutto, a gesti di pacificazione della parentela verso gli uccisori del marito, condizione necessaria per essere ammessa in monastero, a coronazione del grande desiderio che Rita serbava in cuore sin da fanciulla. Rinfrancata dalla preghiera e dalla fiducia in Dio, Rita bussò alla porta del monastero di Santa Maria Maddalena in Cascia. La sera di un Venerdì Santo, dopo la tradizionale processione del Cristo Morto, avvenne il prodigio: “Rita ricevette in dono una spina sulla fronte” e la portò per quindici anni, come un sigillo d’amore. Dopo le celebrazioni in chiesa, la comunità si ritroverà in piazza per la tradizionale sagra del ‘mugliatello’, un involtino fatto con interiora di agnello, aromatizzato e speziato e cotto nel sugo, accompagnato da buon pane casareccio e tanto vino Fiano.
Redazione Irpinia
Testata giornalistica registrata al tribunale di Avellino con il n. 422 del 21.5.2014
- Redazione – Via Dell’Industria snc – Pietradefusi (AV)
- 082573384
- redazione@irpinianews.it
