Milanese salvo. La Camera dice no all’arresto

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Chissà con quale animo stamani Marco Milanese, deputato di Cervinara è entrato in Parlamento. La notte l’avrà passata a contare e ricontare i parlamentari e a spuntare sulla sua agendina i nomi di tutti i colleghi. La spada di Damocle dell’arresto pendente sulla sua testa, non l’avrà fatto chiudere occhio. E’ il caso di dire, “o dentro o fuori”. E stamani alle 9.40 si è presentato a Montecitorio in giacca e cravatta, col volto teso e molto dimagrito. La tensione si taglia a fette. Pochi commenti per il deputato irpino, che dribbla i giornalisti ma ad alcuni confida “Sono esausto. Questo sputtanamento quotidiano è esasperante. Se dovrò andar dentro, andrò dentro. Ma si sappia che quello che dovevo dire l’ho detto. La verità l’ho raccontata. Ed è devastante pensare che oggi il voto avrà implicazioni politiche che con me non hanno nulla a che vedere”. E’ terreo. Il volto di un uomo che ha paura. Giuseppe Moles, deputato Pdl, è ottimista : “Milanese si salva”. Un berlusconiano non parlamentare azzarda: avrà più voti della maggioranza. Gli ex Dc spiegano che “questo è il caso da manuale per il tradimento. Il tradimento di tutti contro tutti. E’ un caso da manuale perché i patti della notte sono fatti per essere rivisti, ribaltati, traditi”. Cala il gelo nella maggioranza. Qualcuno teme i franchi tiratori. Il voto segreto potrebbe agevolare il compito di chi proprio non manda giù il comportamento del deputato irpino. Milanese ne è consapevole, e per questo, dopo pochi minuti dall’inizio della seduta, lo si è potuto notare in un ‘periplo’ tra i banchi della maggioranza, a parlare con una serie di colleghi del Pdl, soprattutto, ma anche con qualcuno della Lega e con gli esponenti di Forza del Sud, con i quali si intrattiene per un quarto d’ora buono. Milanese parla per due volte con il capogruppo del Pdl Fabrizio Cicchitto, poi sale agli ultimi banchi della maggioranza nella parte alta dell’emiciclo, parlando al cellulare. Gli si avvicina il collega di partito Amedeo Labocetta, poi Milanese scambia qualche battuta anche con altri deputati della maggioranza, in un saliscendi dalla parte alta a quella bassa dell’emiciclo e viceversa. Sorpresa poi quando si scopre che il suo ministro, Giulio Tremonti non sarà alla votazione. E’ partito per Washington e Milanese prende posto al banco del ministro, ascoltando gli interventi dei colleghi reggendosi il mento. Manuela Repetti (fidanzata di Bondi), Jole Santelli, il generale Speciale: tutti in fila a fare coraggio a Milanese. Alle 12.06 l’inizio del voto segreto. Dopo cinque minuti Milanese tira un sospiro di sollievo. La richiesta di autorizzazione all’arresto non passa. I voti contro l’arresto sono stati 312, mentre 306 deputati volevano il deputato Milanese dietro le sbarre. La maggioranza richiesta era di 309 in virtù dei 618 presenti e votanti. Il deputato del Pdl Marco Milanese, dopo il voto contrario al suo arresto espresso dall’aula della Camera, e’ entrato nella sala del governo per incontrare il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi.

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