Viticoltori del Greco di Tufo a confronto con la base

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Il Conosorzio dei Viticoltori degli Otto Comuni del Greco di Tufo ha voluto ascoltare la propria base in un incontro tenutosi ieri, domenica, 18 settembre 2011 presso la sala consiliare del Comune di Prata di Principato Ultra. Un incontro aperto a tutti i produttori, anche non iscritti al Consorzio. L’incontro ha avuto una numerosa e sentita partecipazione e si è reso necessario in seguito a voci discordanti sull’andamento dei prezzi delle uve. Nell’intento degli organizzatori, l’incontro è servito per ribadire che, nella formazione del prezzo delle uve, non si può assolutamente prescindere dai produttori, sui quali la crisi (o la speculazione?) attuale del settore vinicolo si è fatta sentire pesantemente. Per meglio intendere il problema, si deve tener presente che i prezzi delle uve DOCG Greco di Tufo sembrano oscillare tra gli 0,65 €/kg proposti dalle aziende trasformatrici provinciali più importanti e l’1,05 €/kg proposto da IrpiniaWine in una riunione con i produttori. In entrambi i casi, il Consorzio non è stato interpellato in alcun modo, mentre deve essere chiaro che non deve essere più possibile fissare i prezzi delle uve senza un confronto diretto e corretto con i produttori. Il Consorzio, in questo modo, si vede costretto ad inseguire queste che non sono altro che voci, mancando un luogo deputato alla composizione degli interessi delle parti: il mercato, appunto, con le sue regole e, soprattutto, con i suoi attori. Mercato di cui ci si ricorda solo per giustificare una diminuzione del prezzo delle uve (di tutte le uve, non solo quelle DOCG Greco di Tufo, ovviamente), diminuzione che appare del tutto incurante delle ragioni del produttore. A questo quadro di carattere generale, il Consorzio oppone i fatti e le considerazioni seguenti: il prezzo proposto da IrpiniaWine è molto interessante per i produttori di uve, sebbene al Consorzio piacerebbe sapere dove è avvenuto l’incontro, chi sono stati i partecipanti e come si è giunto alla determinazione del prezzo; per fare un confronto con altre uve, il mercato della Falanghina sembra stia conoscendo un forte rialzo rispetto ai prezzi improponibili della scorsa annata. Non si riesce a capire perché, allora, stando ai prezzi delle principali aziende trasformatrici, il prezzo delle uve DOCG Greco di Tufo debba essere inferiore a quello medio dello scorso anno. Non si dimentichi, inoltre, che la resa dei vitigni di Falanghina è superiore a quella dei vitigni di Greco di Tufo, mentre i costi di produzione potrebbero essere addirittura superiori, per la particolare conformazione dei nostri terreni e per la presenza, sul nostro territorio, di aziende produttrici di piccola superficie. Pur con la buona volontà di riconoscere che la crisi investe tutti, occorre notare che queste sono le condizioni a cui i produttori fanno fronte da varie annate. A chi conviene che la produzione delle nostre uve sia così fortemente compromessa? l’annata agraria, con la sua lunga siccità, promette una vendemmia non esaltante: insieme con l’abbondante ricorso alla misura della vendemmia verde, ciò dovrebbe logicamente tradursi in un rialzo dei prezzi delle uve. Sembra, invece, che nemmeno questo serva più di tanto e nemmeno questo giochi a favore dei produttori, contro le regole di un normale mercato; manca un luogo di confronto e di composizione di interessi: in una provincia che conta ben tre denominazioni di pregio, non si è ancora stati capaci di formare un consorzio di tutela per ognuna delle tre denominazioni. Il ritardo lo sconta forse tutta l’economia provinciale, ma il Consorzio si chiede a chi giova tutto questo; non è senza effetto depressivo sul prezzo delle uve, l’eccessivo ricorso, da parte delle principali aziende trasformatrici provinciali, a intermediari; il Consorzio continua ad operare avvolto da attestati di stima che giungono dalle varie istituzioni, ma oltre la stima e la vicinanza di singole istituzioni locali sembra non si vada. Il Consorzio sottolinea con forza e sdegno la solitudine delle iniziative che si trova ad affrontare per la valorizzazione di un prodotto e di un territorio altrimenti fatalmente destinato all’abbandono e alla marginalità. Per tutti questi motivi, insieme con una organica programmazione ed una progettualità a livello di sistema, appare evidente che l’altra priorità sia riportare il prezzo delle uve a un livello che garantisca una equa remunerazione del lavoro del produttore. Il Consorzio è assolutamente convinto che un rialzo del prezzo delle uve (che sortisca effettivamente da condizioni materiali di mercato) deve accadere ora. O non accadrà più. Il Consorzio, allora, fa sua la manifesta volontà dei suoi consociati di non permettere che questo stato dei fatti persista oltre; invita i produttori a meglio organizzarsi anche al fine di promuovere la formazione di un consorzio di tutela delle uve DOCG Greco di Tufo; invita i cittadini e le istituzioni locali ad essere vicino alle sue iniziative e si riserva il diritto di utilizzare tutti gli strumenti legittimi ed utili alla tutela degli interessi dei produttori.

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