Referendum elettorale – Valente(Sel): “Non mi piace ma lo firmo”

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“Non mi piace questo Referendum elettorale, ma lo firmo e mi adoperò per farlo sottoscrivere. Non mi piace perché il ritorno al “matterellum” non risolve il problema della rappresentanza, cioè il rapporto tra l’eletto e il territorio. E non viene data la possibilità di scelta del cittadino-elettore”. Si esprime così l’esponente di Sel Modestino Valente.
“Rappresentanza e libertà di scelta del voto, sono alcuni degli elementi fondantivi di una democrazia, a mio parere irrinunciabili. Con l’abolizione dell’attuale legge si tornerà al vecchio sistema: maggioritario a turno unico con collegi uninominali per eleggere il 75 % dei parlamentari e proporzionale per il restante 25 %. Non è il sistema migliore, ma è quello possibile e il più facile per abolire l’obbrobrio elettorale vigente. E’ anche una scelta obbligata, perché la “porcata di Calderoli” è diventata il collante tra Berlusconi e Bossi e causa non secondaria della paralisi politica italiana, strumento con cui Berlusconi ha costruito il suo presidenzialismo di fatto, assoggettando il tutto ai suoi destini personali. Perciò è doveroso sostenere qualsiasi iniziativa che possa modificare l’attuale sistema elettorale che, diversamente, questo Parlamento non riformerà mai, nè per volontà della maggioranza, né per capacità dell’opposizione. Dall’opposizione, tutti si sbattono, a dire che questa legge elettorale fa schifo, ma in Parlamento ognuno va per sé nel proporre un nuovo modello elettorale perché deve salvaguardare il suo orticello. Risultato: un pantano, lo stallo. Intanto il tempo passa e rischiamo di votare di nuovo con questo schifo di legge. Del resto, rispetto all’attuale situazione, questa iniziativa referendaria può avere i seguenti sbocchi: – a) la cancellazione del porcellum e il ripristino del mattarellum; – b) una nuova legge elettorale approvata dal Parlamento che, per timore dell’esito referendario, cambia il porcellum; – c) le dimissioni del Governo e le conseguenti elezioni politiche anticipate, proprio per evitare il cambiamento della legge elettorale. E di questi tempi non è poco, l’importante è sbloccare questa situazione, poi si vedrà. Per dirla con una espressione latina “Primum vivere, deinde philosophari”. E’ proprio quello che bisogna fare con questo referendum. Per adesso, abbiamo questo obbligo civile da assolvere”.

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