Irisbus – Romani non c’è, Pugliese si accontenta in parte di Saglia

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Non c’è il ministro Paolo Romani a rispondere all’interpellanza scritta sull’Irisbus di Marco Pugliese, deputato di Grande Sud ma interviene il sottosegretario Stefano Saglia. In aula il deputato Pugliese che segue da vicino la vicenda Irisbus annuncia “signor Presidente, innanzitutto ringrazio coloro che hanno apposto la firma a questa interpellanza urgente, la quale riguarda un caso eclatante di politica industriale italiana. Mi rivolgo al sottosegretario Saglia, insieme ai colleghi Pippo Fallica, Iapicca e Terranova, in relazione a quanto si sta verificando presso l’azienda facente capo al gruppo Fiat-Industrial, ossia la Irisbus, sita in provincia di Avellino, esattamente in località Flumeri. Da circa due mesi, gli operai e i lavoratori della Iribus stanno manifestando uno sciopero «civile» in quanto il gruppo FIAT ha deciso di cedere, o addirittura chiudere, questo stabilimento. Naturalmente, questa interpellanza è volta a sensibilizzare il Governo affinché prenda decisioni in merito. Faccio sempre dei paragoni: questa azienda ha quasi mille dipendenti, più un indotto di altri mille: ciò significa mettere in mezzo alla strada 2 mila lavoratori. Per una provincia come Avellino, che conta circa 500 mila abitanti, facendo una proporzione con una città del nord, è come se chiudesse un’azienda di circa 70 mila operai della provincia di Milano. È in atto una protesta, ripeto civile, perché molti lavoratori, molti dipendenti si sono trovati a casa una lettera di dismissione, dal 7 luglio esattamente, di questa attività, senza che alcun preavviso vi fosse stato, nemmeno durante incontri avuti con istituzioni, parti sociali e sindacati, da parte dell’azienda. Ne approfitto anche perché un’azienda importante che rappresenta il made in Italy, come il gruppo FIAT, non può chiudere realtà industriali di manifacturing in Italia – così come è successo a Termini Imprese, adesso sta succedendo alla Irisbus di Avellino – quando questo Governo ha sempre lavorato e spinto per promuovere il made in Italy. Stiamo parlando di una realtà industriale che è l’unica – ripeto, l’unica – in azienda che produce autobus per trasporti su gomma. Oltre a questo stabilimento, infatti, in Italia non ve ne sono più altri del genere, in quanto FIAT, negli anni scorsi, li ha già dislocati in località come la Francia e la Repubblica ceca. Ieri, in Aula, ho incontrato anche il Ministro Romani ed egli ha già convocato una riunione presso il Ministero, per il giorno mercoledì 21, per un ulteriore incontro con i sindacati, le parti sociali e i vertici dell’azienda FIAT, al fine di trovare la migliore soluzione possibile. Tuttavia, quello che noi vogliamo sottolineare con questa interpellanza urgente, è la preoccupazione che si verrebbe a creare con l’eventuale perdita o messa in cassa integrazione, o addirittura in mobilità, di questi 700 dipendenti. Inoltre, volevo sottolineare anche una cosa: questa azienda è sorta nel 1978 e contava allora circa 2 mila dipendenti. Nel corso degli anni il gruppo FIAT ha già fatto ben tre piani di mobilità, riducendo i dipendenti da 2 mila a settecento. Noi vogliamo sensibilizzare il Governo a far sì che intraprenda tutte le strade possibili a salvaguardia, non solo dell’occupazione e anche dell’indotto che si è generato in questa località Valle dell’Ufita, ma soprattutto a fare un’opera di convincimento nei confronti del gruppo FIAT, che non può disfarsi delle aziende manifatturiere dalla sera alla mattina; inoltre, tutto ciò avviene rispetto a un prodotto, quello degli autobus e del trasporto su gomma, di cui, orgogliosamente, siamo fieri che venga fatto in Italia. Disfacendosi di questa realtà produttiva, l’Italia si troverebbe senza alcuna azienda che produce questo tipo di prodotto. Altresì, voglio anche denunciare un fatto: in Italia, oggi, non vi è un vero e proprio piano di trasporti pubblici: i pullman che oggi sono in circolazione, tranne qualche rara eccezione, sono pullman che non rispettano le normative sulla sicurezza e sull’ambiente, inquinano e non danno sicurezza al cittadino. Questo, purtroppo, mette in moratoria il nostro Governo, il nostro Stato nei confronti dell’Europa e allora io, non solo sollecito e cerco di sensibilizzare il Ministro Romani e il sottosegretario Saglia a trovare delle soluzioni urgenti a salvaguardia del lavoro, dell’azienda e della produttività di questa realtà, ma soprattutto cerco di sollecitare anche il Ministro Prestigiacomo a presentare un vero e proprio piano dei trasporti insieme al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, perché, lo ripeto, l’attualità ci dice che gli attuali mezzi in circolazione in Italia non rispettano quelle che sono le normative europee e questo purtroppo ci mette in mora nei confronti dell’Unione europea. Concludo rivolgendomi a lei, sottosegretario Saglia, per sapere quali iniziative e quali provvedimenti il Governo, in particolare il Ministero dello sviluppo economico, anche in virtù dei tanti incontri avuti fino adesso con i sindacati e con l’azienda FIAT, intenderà prendere al fine di scongiurare quanto esposto in questa nostra interpellanza, ossia una eventuale chiusura dello stabilimento. La qual cosa, lo ripeto, in una provincia piccola come quella di Avellino, porterebbe a un vero e proprio terremoto sociale, a elevati numeri di disoccupati, di cassaintegrati e di persone che vengono messe in mobilità. Noi, invece, invitiamo il Governo a prendere qualsiasi provvedimento possibile, anche attraverso l’utilizzo dei fondi FAS, per salvaguardare un pochino questa realtà industriale italiana che orgogliosamente abbiamo apprezzato negli anni. Orgogliosamente, i Governi che si sono succeduti hanno sempre incentivato il gruppo FIAT a tutti i livelli, sia economico che finanziario, perché producesse queste realtà in Italia. Questo è quello che chiediamo: un impegno serio e convinto da parte di questo Governo perché anche come ho dichiarato attraverso le agenzie di stampa, quando il gioco si fa duro i duri dovrebbero iniziare a giocare, noi speriamo che questo Governo sia fatto da persone dure; è giusto che il Governo mostri i muscoli e dia una linea concreta su quella che è la politica industriale innanzitutto per salvaguardare e convincere un gruppo forte come quello di FIAT di non far sì di andare sempre all’estero a prendere gli onori, in America, nella Repubblica ceca o in Francia, ma bensì di dare lavoro e produzione a quello veramente noi vogliamo, ossia al made in Italy”. Fin qui l’intervento del deputato irpino. Poi la risposta per il Governo per bocca di Saglia. “Signor Presidente, il Ministero dello sviluppo economico segue con attenzione l’evolversi delle vicende relative al sito Irisbus di Flumeri, vista l’importanza del presidio produttivo e del relativo indotto per il territorio. L’azienda è attiva nella produzione di autobus – granturismo e per trasporto urbano – e negli ultimi anni ha registrato un forte calo di mercato e di commesse. Per far fronte a tale situazione si è fatto ricorso a strumenti di ammortizzazione sociale, ed è stato avviato un processo di riorganizzazione produttiva che ha comportato una riduzione del personale attraverso il ricorso a prepensionamenti e a misure di incentivazione all’esodo. Tale riorganizzazione ha coinvolto circa 300 lavoratori. Sono in forza all’azienda 690 lavoratori, di cui oltre 500 in cassa integrazione straordinaria, a rotazione. Secondo il piano di riorganizzazione, discusso con i sindacati, si prevede che, entro la fine dell’anno, circa 90 lavoratori possano essere interessati alla mobilità e al successivo pensionamento. Il Ministero sta seguendo, fin dal mese di luglio, la difficile situazione che si è creata sul territorio in seguito alla decisione del gruppo FIAT Industrial di cedere il ramo di azienda Irisbus alla società DR Motor Company, che fa capo all’imprenditore molisano Massimo Di Risio. In seguito agli incontri che si sono svolti in quel mese, il 31 agosto si è svolto il previsto incontro presso il Ministero con la partecipazione del Ministro Romani. Nel corso dei colloqui, che si sono sviluppati durante l’intera giornata, il Ministro ha proposto una mediazione in grado di risolvere positivamente l’insieme dei problemi occupazionali e di dare prospettive industriali al sito Valle Ufita. La proposta di mediazione avrebbe, infatti, consentito di sospendere la procedura di cessione del ramo di azienda, dando la possibilità di iniziare l’esame delle eventuali soluzioni nell’ottica di garantire la vocazione industriale del sito e gli attuali livelli occupazionali. In particolare, tale proposta prevedeva – e prevede – il mantenimento di un’attività industriale e la salvaguardia, con il concorso diretto della FIAT, di tutta l’occupazione attualmente in forza allo stabilimento (690 persone). La proposta del Ministro, condivisa dalla FIAT e dalle istituzioni locali, non ha, in seguito alle consultazioni con i lavoratori, trovato il consenso delle organizzazioni sindacali. Il Ministero sta continuando a seguire la delicata situazione al fine di riprendere il confronto con i sindacati e con la FIAT, per una soluzione condivisa che abbia come riferimento la mediazione formulata in occasione dell’incontro del 31 agosto. Alla luce delle recenti prese di posizione della DR Motor Company e della successiva comunicazione di FIAT di voler cessare l’attività, il Ministero, in stretto raccordo con la Presidenza del Consiglio, ha accelerato i colloqui con le parti. Il Ministero dello sviluppo economico, pertanto, ha convocato FIAT Industrial, Anfia e i segretari generali di CGIL, CISL, UIL e UGL per esaminare le problematiche della società Irisbus. L’incontro si terrà mercoledì 21 settembre presso il nostro Ministero”. Infine la replica di Marco Pugliese che ringrazia “il sottosegretario Saglia per come ha delucidato la questione, che è stata posta nei tavoli istituzionali. Ecco perché vi è anche chi ha preferito manifestare – i colleghi politici e quelli che ricoprono ruoli istituzioni importanti – davanti ai cancelli, anche con parole dure contro il Governo che, a mio avviso, non ha colpe rispetto a un’eventuale cessione o alla chiusura di uno stabilimento di proprietà privata, poiché il gruppo FIAT è una società per azioni. Però, quanto risposto dal sottosegretario Saglia mi soddisfa in parte, in quanto proprio l’altro giorno il gruppo che fa capo a Di Risio ha deciso di ritirarsi dalla trattativa e proprio ieri sera la FIAT ha dichiarato la mobilità per i 690 lavoratori. Questo ha creato una preoccupazione forte in tutto il sistema e non solo nei lavoratori ma anche nel territorio, comprese le istituzioni e la politica del territorio. Infatti, proprio ieri sera si è avuto una riunione di urgenza, presso la prefettura di Avellino, per cercare di convincere i dirigenti del gruppo FIAT a prendere altro tempo rispetto a questa procedura di mobilità. Ripeto che continuerò a seguire personalmente la vicenda ma incito il sottosegretario Saglia, il Ministro e non solo tutto il Ministero dello sviluppo economico ma anche tutto il Governo affinché – lo ripeto – vengano assunti dei seri provvedimenti a salvaguardia del lavoro e di un’azienda tutta italiana ma, soprattutto, a salvaguardia di un’azienda, come il gruppo FIAT, che ha avuto tanto dallo Stato italiano. Ha ricevuto tanti incentivi, tanti finanziamenti e ha avuto tanto dallo Stato e da tutti gli italiani. È necessaria, dunque, una politica che faccia un po’ cambiare rotta a questo gruppo italiano, perché quello che è successo in altre realtà come Termini Imerese, Modena e quello che può succedere a Pomigliano – e quant’altro – sia sotto gli occhi di una vigile e attenta politica di questo Governo, a salvaguardia del made in Italy e dell’unica azienda che, lo ripeto, produce autobus in Italia ma, soprattutto, a salvaguardia del lavoro. Bene abbiamo fatto con la manovra e bene abbiamo fatto con tanti altri provvedimenti per risanare e portare a pareggio il bilancio dello Stato, ma adesso questo Governo, sottosegretario Saglia, si deve impegnare per rilanciare il lavoro e l’occupazione, ma soprattutto quelle imprese italiane che tanto soffrono in questo periodo per via della crisi congiunturale ed internazionale. Speriamo che – come ha dimostrato sempre il Ministro Romani e lei, sottosegretario Saglia, – ancora una volta, il Governo sia più vicino a questa situazione intervenendo con i fatti e con concretezza a salvaguardia di questa che – lo ripeto – rappresenta un’azienda importante con tutto il suo indotto. Si tratta della vera e propria, anzi dell’unica realtà economica dell’intera provincia. E via agli applausi dei deputati del gruppo misto per l’intervento puntuale del deputato Marco Pugliese.

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