Imbriano: “Lotta per Irisbus deve coinvolgere tutti”

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Da Gennaro Imbriano, Responsabile Provinciale Enti Locali di SEL riceviamo e pubblichiamo ” Hanno inizialmente pensato che fosse sufficiente negare la crisi per poterla evitare. Poi, Berlusconi e Tremonti, quando tardivamente si sono resi conto che la crisi non poteva più essere occultata dietro gli spot, hanno deciso di scaricarne l’insopportabile peso sui ceti medi e popolari, sui giovani, massacrando gli enti locali e lo stato sociale. Questo è il senso della manovra, che porta inoltre un attacco senza precedenti ai diritti del mondo del lavoro, un autentico scardinamento ai danni del Contratto collettivo nazionale e dello Statuto dei lavoratori. Con la manovra, le destre al Governo non intervengono sulle cause della crisi, su redditi da fame e su un mercato spericolatamente senza regole, non chiedono un dovuto sacrificio a chi ha sistematicamente aggirato il fisco, alle caste e alle cricche. E soprattutto non mettono in campo nessuna misura per far ripartire la crescita, proprio mentre Obama, invece, in queste stesse ore, lancia l’American Jobs Act, scegliendo di investire 450 miliardi di dollari in infrastrutture e lavori pubblici, nel welfare, nella riduzione del carico fiscale per i lavoratori e per le imprese che assumono. Un grande Piano per il lavoro è ciò che oggi serve anche all’Europa e in particolare al nostro Paese e al Mezzogiorno. Un piano che scommetta anche sulla mobilità alternativa e sul trasporto pubblico. Un piano che abbia tra le sue priorità il rinnovo del jurassico parco autobus italiano. Per questa strada non solo si salva l’Irisbus, ma si può costruire una generale fuoriuscita dalla crisi. Dubito seriamente che questo Governo, ormai al capolinea, possa essere all’altezza della dura sfida che abbiamo davanti, ma per questo la mobilitazione deve continuare con ancora maggiore determinazione e saldarsi alle tante vertenze che si moltiplicano in ogni angolo del territorio nazionale. In questo senso, può essere molto utile la presenza, fortemente voluta dai lavoratori, di Nichi Vendola in Valle Ufita. Non c’è dubbio, ci aspetta un autunno caldo. Un autunno nel quale saremo chiamati a scrivere insieme il nostro futuro

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