Asa – Caso indennità, Romano: “Accuse false ed infondate”

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Avellino – Dopo la conferenza del consigliere comunale di Avellino, Antonio Gengaro, relativamente all’aumento delle indennità per i componenti del Consiglio di Amministrazione dell’Asa S.p.A., giunge la risposta del Cda. Una nota per fare chiarezza “… tra quelli che sono gli aspetti tecnici e legali e quella che è la reale rispondenza di quanto il presidente dell’Asa S.p.A. ha disposto relativamente alle indennità”. “In via preliminare va detto che l’adeguamento delle indennità dei componenti del Consiglio di Amministrazione era stato inserito quale argomento all’ordine del giorno dell’assemblea dei soci, e dunque, precedentemente all’incarico assegnato all’attuale presidente dell’Asa avvenuto il 6 gennaio 2006. Rispetto alle decisioni dell’assemblea dei soci, la cui maggioranza è rappresentata dal socio pubblico, e cioè il Cosmari Avellino 1, il presidente Angelo Romano non ha alcuna competenza ed eventuali responsabilità o motivi che sottendono alla decisone, vanno eventualmente chiesti al presidente del Cosmari Raffaele Spagnuolo. Ciò nonostante, il presidente dell’Asa preso atto della decisone dell’assemblea dei soci, di adeguare per il triennio 2005-2007 le indennità dei componenti del consiglio di amministrazione ha preteso che le determinazioni dell’assemblea dei soci, relative all’adeguamento delle indennità, venissero congelate, in quanto l’Asa si trova a far fronte all’aumento in termini economici, e non sussistono al contempo le condizioni per la grave crisi finanziaria che coinvolge l’azienda ed alla quale il Cda sta tentando di porre rimedio. Di fatto, dunque, l’Asa non ha potuto far altro che ratificare una decisione che in termini tecnici e giuridici spettava ad altri e cioè all’assemblea dei soci, rappresentata dal Cosmari e dai soggetti privati, ma all’atto della effettiva modifica delle indennità, e cioè quando la questione è divenuta di competenze del CdA dell’Asa, il presidente Romano, coerentemente con quanto affermato anche in consiglio comunale, ha bloccato ogni tentativo di aumento delle indennità, nonostante una chiara volontà da parte dei soci di procedere all’adeguamento. Pertanto, i membri del CdA dell’Asa continuano e continueranno a percepire la stessa indennità stabilità in precedenza all’adeguamento voluto dall’assemblea dei soci, così come affermato dallo stesso presidente”. Dopo l’aspetto puramente tecnico giunge anche la risposta diretta del presidente Romano, chiamato in causa da Gengaro in merito alla poca chiarezza sulla questione. “Non mi sarei mai permesso di affermare il falso, dinanzi all’aula consiliare, per rispetto dell’istituzione che rappresenta della quale per lungo tempo sono stato alla guida. Il rigore morale che ha contraddistinto la mia opera amministrativa da sindaco, da assessore e da consigliere comunale non può essere messo in discussione da affermazioni che non sono vere. Le indennità dei membri del CdA dell’Asa, pur essendo state nella forma adeguate, in sostanza rimangono invariate. Né io ne gli altri membri percepiremo un centesimo in più di quanto percepito fino ad oggi. Non sarebbe stato accettabile, inoltre, chiedere ai dipendenti notevoli sacrifici per far fronte alla crisi dell’azienda e di contro procedere all’aumento delle nostre indennità. E’ strumentale, però, oltre che politicamente scorretto accostare il periodo dell’emergenza rifiuti alla questione delle indennità, volendo far credere, soltanto per convenienza politica, che mentre la città e la provincia soffrivano per l’accumulo dei rifiuti in strada, il CdA dell’Asa pensava ad aumentarsi le indennità. Solo chi non conosce la mia storia di politico ed amministratore, può con leggerezza affermare e pensare che mi appartengano tali modi di agire. Il consigliere Antonio Gengaro, invece, dovrebbe ben ricordare anche gli sforzi personali da sindaco fatti per la città, quando non esitai a mettermi in pensione con 4 anni di anticipo, per non gravare sulle casse comunali, quando fu revocata la legge 219. Ritengo che quanto fatto per la mia competenza, è cioè bloccare l’adeguamento delle indennità, sia un atto di coerenza con la politica di austerity e risanamento che questo Cda, per mia specifica volontà, ha messo in atto dalla data del mio insediamento. Pertanto, stiano tranquilli i cittadini, i contribuenti e il consigliere Gengaro, perché nessun aumento di indennità verrà praticato”.

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