Sciopero Cgil – Petracca(Pcl): “Si continui su questa linea”

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“La massiccia adesione allo sciopero di oggi a livello nazionale, ma soprattutto la grande manifestazione della provincia Irpina con in prima linea gli operai della Fiat Irisbus dimostra che è ancora possibile invertire la tendenza global-liberista di ispirazione americana, nel nostro paese”. Così Beny Petracca, coordinatore della sezione provinciale del Partito Comunista dei Lavoratori di Avellino. “Dopo questo sciopero di oggi a Grottaminarda chiediamo ai dirigenti dei sindacati provinciali di indire scioperi generali continuati in tutte le fabbriche della nostra provincia fino a che non siano risolte in positivo le vertenze e le situazioni di rischio dell’ Irisbus, Almec, Fma in primis e dell’indotto. Come il detto: una rondine non fa primavera” così un singolo sciopero generale di 8 ore non crea un ribaltamento nei rapporti di forza tra padronato e lavoratore, tra governo e popolo oppresso e tassato. Inutile, sterile e forse in cattiva fede l’opposizione del centro-sinistra contro il Governo Berlusconi. E’ inutile aspettare da mesi che cada sui numeri o che si dimetta per manifesta incapacità e per perdita di consensi. L’unico modo per mandare a casa questo governo antilibertario, antioperaio, antipopolare è quello di costringerlo ad abbandonare proprio con grazie alla mobilitazione di tutti, anche dei loro elettori, anch’essi costretti a tirare la cinghia dalle loro politiche liberiste, contro la vergognosa manovra economica, continuamente riscritta e nella quale alla fine si è rinunciato sia al far pagare qualcosa ai ricchi, sia maggior controllo dell’evasione fiscale. Ripetiamo per l’ennesima volta la nostra richiesta di dimissioni da parte delle giunte e dei consigli provinciale e regionale , vista la loro inadeguatezza politica e visto che non hanno avuto neanche il coraggio di prendere semplicemente posizione sulla chiusura e fabbriche, che oltre alla perdita del lavoro per tanti, costituisce una cocente sconfitta del sud, in particolare della Campania e della strategia della vecchia classe politica, che nei decenni scorsi aveva individuata come utile il passare da un’economia contadina già allora in crisi ad una industriale anche in chiave clientelare e per fornire business ed appalti agli amici. Noi saremo sempre dalla parte dei lavoratori e del popolo, contro i due poli protettori delle banche, dei grossi industriali, degli evasori fiscali, dei tangentisti , dei furbetti e delle logge massoniche che infestandoed allo stesso tempo coandano l’Italia, bypassando costituzione e leggi dello stato”.

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