La Cgil in piazza per l’Irisbus, Gravano: “Non molleremo”

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Grottaminarda – Massiccia adesione di operai ed amministratori irpini alla mobilitazione provinciale della Cgil. Sin dalle prime ore della mattina, diversi pullman e centiaia di automobili hanno raggiunto il comune della valle dell’Ufita per protestare contro la manovra economica del governo e per la salvezza dell’Irisbus di Flumeri. I manifestanti si sono serrati come in un grande e simbolico pugno sferrato al governo, indifferente rispetto alle istanze della provincia. Intendono lanciare un segnale di forte malcontento. Per questo, hanno bloccato momentaneamente il casello dell’autostrada Napoli Bari all’altezza di Grottaminarda.

Sono centinaia e centinaia i lavoratori che hanno affiancato gli operai dell’Irisbus. Diversi i disagi alla circolazione e le code sul tratto che collega la Puglia alla Campania. Ma sono risoluti. Al momento non si è verificato alcun incidente, ma la tensione è alta. Presenti numerosi agenti delle forze dell’ordine. Nel giorno del grande sciopero generale promosso dal leader nazionale, Susanna Camusso, l’Irpinia protesta a Grottaminarda, proprio per rimarcare la centralità della vertenza Irisbus. Ma la vicenda oramai è di carattere nazionale. Il corteo irpino è collegato non solo simbolicamente con la grande piazza regionale di Napoli. Qui, la causa delle tute blu di Flumeri sarà sostenuta dal sindaco Rocco Antonio Giacobbe e dall’operaia Silvia Curcio.

Michele Gravano, leader regionale del sindacato è soddisfatto: “Grande adesione nelle piazze, a dimostrazione che c’è un Italia e un Mezzogiorno che chiede equità e giustizia e non si piega alle politiche del govenro. Grottaminarda – aggiunge – è un epicentro e Irisbus è l’emblema dell’industrializzazione del sud. Il governo deve fare tutto il possibvile per salvarla. Fiat abbia chiaro in testa che non molleremo L’Italia non può privarsi di un’azienda del genere”.
Appello di Vincenzo Petruzziello, segretario provinciale della Cgil, alla politica irpina: “La smetta di fare solo proclami e scenda realmente in campo”. Quindi a Caldoro: “Presenti il piano trasporti o si dimetta.
Anche Giuseppe Galasso, sindaco di Avellino, ha partecipato alla mobilitazione: “Questa provincia arretra sempre di più nella considerazione del governo e della Regione”.

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