L’Avellino a Bologna per continuare ad inseguire il sogno salvezza. La squadra di Mister Colomba, arriva al Dall’Ara per provare a portare a casa un’importante vittoria in chiave salvezza. Il tecnico di Grosseto che è uno dei tre ex dell’incontro, giunge in Emilia privo di Biancolino che ha dovuto concludere la stagione anzitempo. Attacco ridotto all’osso per l’undici avellinese. Infatti il trainer biancoverde contro i rossoblu ha dovuto fare al meno anche di Savoldi. Il centravanti bolognese è stato operato di ernia al disco. Si affida al 4-2-3-1 l’allenatore dei lupi. A quel modulo che ha portato tanto bene nella trasferta di Pescara, dove i lupi hanno conquistato il secondo successo esterno della stagione. In difesa D’Andrea subentra ad Abruzzese, mentre alle spalle dell’unica punta Danilevicius la triade Rastelli-Albino- Millesi. La prima azione degna di nota porta la firma di Bellucci, al 6’ il bomber rossoblù converge da sinistra verso il centro e con un gran tiro di destro indirizzato nell’angolo alla sinistra di Cecere, ma l’estremo difensore casertano c’è. Al 10’ arriva il vantaggio dei padroni di casa: perfetto cross dalla sinistra di Smit, Bellucci impatta di testa e gonfia la rete. L’Avellino non riesce a reagire ed un minuto dopo è nuovamente il bomber rossoblù ad andare al tiro su calcio di punizione, palla che si spegne di poco oltre la traversa. Al 13’ Nervo giunge come un treno in area e calcia sul primo palo, ma Cecere non si fa sorprendere. Un vero e proprio assedio da parte della formazione rossoblu, l’Avellino non riesce ad uscire dalla propria metà campo ed un minuto dopo deve rinunciare a Millesi, uscito malconcio da un precedente scontro con Nervo. Al posto dell’esterno siciliano entra Fusco. Al 24’ finalmente si fa vedere l’Avellino, è Boudianski a provare la conclusione, ma il tiro si spegne distante dalla porta difesa da Pagliuca. Al 36’ Bellucci prende l’ascensore e con un bel colpo di testa cerca di superare nuovamente il numero 17 irpino. Tre giri di lancette e l’Avellino va al tiro con Albino, ma la conclusione del centrocampista irpino si spegne ampiamente lontana dalla porta emiliana. Nei minuti finali padroni di casa in dieci. Mazzoleni espelle Marrazzina per proteste. Nella ripresa l’Avellino forte della superiorità numerica entra in campo più convinto, consapevole di poter riportare la gara sul binario giusto. Al 50’ Boudianski con un tiro angolato cerca di beffare Pagliuca, ma l’esperto portiere gli nega la gioia del goal. La palla giunge a Rastelli che tutto solo al centro dell’area calcia a rete, ma l’estremo difensore di casa risponde ancora presente e manda la sfera sul palo. Secondo miracolo dell’ex estremo difensore della nazionale in pochi secondi. Al 57’ Sussi mette al centro un invitante pallone per la testa di Danilevicius, il lituano viene anticipato in presa alta da Pagliuca. Un minuto dopo è Albino ad andare al tiro, conclusione debole che si spegne tra le mani del numero uno rossoblu. Al 63’ Bellucci si invola verso la porta, D’Andrea fuori tempo lo atterra da dietro. Rosso, e squadre che tornano in parità di uomini. Al 69’ arriva il raddoppio della formazione di casa ad opera di Nervo, che con un destro ad incrociare beffa l’estremo difensore irpino. 2 a 0 ed incontro chiuso. Al 75’ l’Avellino prova ad accorciare le distanze, ma Pagliuca non si fa sorprendere dalla doppia conclusione sottomisura di Albino e Minopoli. Un boccone amaro per i lupi che vivranno un finale di stagione al cardiopalma. Ancora 180’ minuti per conoscere quale sarà il destino, di una squadra che dall’inizio della stagione non è mai riuscita ad uscire dalle sabbie mobili della bassa classifica. A rendere meno amara la sconfitta i pareggi di Ternana ed Albinoleffe. Ma sabato la Ternana gioca a Cremona contro una squadra che non ha più nulla da chiedere al campionato. I lupi incontreranno al Partenio il Vicenza ormai salvo. Poi, gli ultimi novanta minuti a Terni per una partita al cardiopalma per evitare la discesa…diretta in serie C. Al termine dell’incontro di Bologna , gli oltre 1000 coraggiosi arrivati al Dall’Ara, spazientiti hanno invitato i calciatori a giocare senza la maglia.
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