“Droga party”: oggi il Riesame decide sull’ex calciatore De Medici

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Ariano Irpino –
E’ questione di ore e con molta probabilità l’inchiesta di Ariano Irpino sul “Droga party” potrebbe avere una clamorosa svolta. L’avvocato Italo Benigni difensore dell’ex calciatore terzino dell’Ariano Simone De Medici, che ricordiamo è attualmente agli arresti domiciliari, è in attesa del verdetto da parte del Tribunale del Riesame in merito alla richiesta di scarcerazione. De Medici era stato coinvolto marginalmente nell’operazione della Polizia e della Procura della Repubblica di Ariano: le manette erano scattate ai suoi polsi non perché ritenuto uno dei componenti del branco che aveva abusato di ragazze minorenni all’epoca dei fatti bensì come assuntore di sostanze stupefacenti. Intanto a sorpresa per Carmine Cocca, il capo del branco come è stato definito dagli inquirenti (era stato raggiunto in carcere dall’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip Gabriella Buonavolontà su richiesta del Sostituto Daniela Tognon) il Tribunale del Riesame ha revocato l’ordinanza per un difetto di notifica ovvero, come ha precisato il suo difensore, l’avvocato Massimo Preziosi, “…per la perdita di efficacia delle misure cautelari per decorrenza dei termini previsti dalla Legge”. Il Tribunale del Riesame dovrà pronunciarsi anche sui ricorsi presentati dagli altri penalisti per Alberto Intonti, Libero Scarpellino, Flavio Rupino, Marco Ccaperrotta, Aldo Corsano, Antonio Caraglia, Carmine Mennotti, Ciro Torraco di Foggia, Giorgio Del Vecchio di Nola per il quale con molta probabilità saranno due le ipotesi al vaglio: la scarcerazione oppure la conferma dei domiciliari, e Angelo Massaro di Avellino. Un branco, ricordiamo, che organizzava coca-party nei quali le ragazze – all’epoca dei fatti (2001) erano minorenni – venivano avviate all’uso della droga e, in condizioni di semi-incoscienza, violentate da alcuni dei componenti della banda. “Per domani occorrono sei paia di magliette bianche”, si dicevano al telefono gli indagati chiamando così la cocaina da consumare nei festini e che, a seconda degli interlocutori, in altre conversazioni diventavano ‘scarpe’ e ‘pantaloni’. I droga-party avvenivano in un seminterrato di una palazzina di Rione Martiri dove, dopo un periodo di ‘normale’ corteggiamento fatto di gesti romantici e tenerezze, venivano condotte le minorenne. In questi locali venivano consumati droga e alcool per poi arrivare alle violenze: non semplici rapporti sessuali ma vere e proprie violenze durante le quali sembra che venissero utilizzati anche degli oggetti quali strumenti del piacere. (emil.bol.)

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