Provincia – “Deve essere chiaro che l’unica iniziativa possibile per la ripresa dei rapporti è in capo alla presidente della Provincia”. Chiara ed inequivocabile la posizione assunta dai vertici di via Tagliamento in merito ad una crisi che sembra non abbandonare le aule di Palazzo Caracciolo. E proprio dalla Margherita giunge il chiarimento che lascia supporre come l’effettiva risoluzione della crisi continui ad essere legata alle posizioni del numero uno dell’Ente di Piazza Libertà. Le dimissioni degli assessori, ultimo gesto consumato dal Fiorellino in seno al Consiglio provinciale “… non erano un gesto di rottura ma un deterrente alla rottura stessa. Se avessimo deciso la conclusione di questa esperienza sarebbe stato sufficiente il voto contrario al bilancio. Ora si prenda atto che l’esito di queste forzature non è il solo dissenso della Margherita ma uno sgretolamento progressivo dell’intera coalizione evidenziato dalle prese di posizione di altri partiti e di loro espressioni. Proseguire in questa azione, facendo riferimento in astratto alle istituzioni in termini di pura gestione delle questioni sarebbe un suicidio. La coalizione è l’istituzione a cui va fatto riferimento. La Margherita si impegnerà per spiegare la propria posizione con i riferimenti degli altri gruppi consiliari. Ma chi ha determinato questa situazione deve assumersi la responsabilità della ricomposizione con la Margherita e con le altre forze della coalizione”. Pertanto la partita a ping pong si sposta, dopo via Carlo del Balzo e via Tagliamento, di nuovo a Palazzo Caracciolo. I tiepidi segnali di dialogo sono ora oggetti di ulteriori verifiche in attesa che qualcosa sia smosso.
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