Pavarese si ‘confida’. “L’Avellino può arrivare alla salvezza ma…”

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E’ stato ex dell’Avellino ed ex del Torino. Da alcuni giorni si è dimesso dal Catanzaro. Il motivo? Non concordava la scelta della società di allontanare l’allenatore della sua squadra. Ed è così che oggi, Gigi Pavarese si ritrova senza squadra e libero da impegni. Il DS lo scorso anno è stato uno degli artefici della promozione. Spesso si è soliti dire “nemo profeta in patria”. Lui lo è stato, regalando alla città ed ai tifosi una delle più grandi gioie: battere il Napoli nella finale play-off di serie C. Dopo le ultime vicende, essendo ancora legato all’Avellino, perché in parte questa squadra è stata da lui forgiata, abbiamo voluto scambiare due parole con l’ex DS dell’U.S. Avellino. Domenica ci sarà il match tra due squadre che gli sono nel cuore.
Allora direttore come vede l’incontro che si disputerà al Delle Alpi tra Torino ed Avellino?
“E’ una di quelle tante gare dal pronostico chiuso. La classica gara testa coda. Due squadre che lottano per opposti obiettivi: i granata per raggiungere un posto play-off, mentre i lupi per fare risultato per agguantare quanto meno i play-out. Credo che per i biancoverdi sarà difficile raggiungere la salvezza diretta. Ma domenica se ne saprà di più. Ci sono alcuni scontri interessanti”. Che tipo di partita sarà?
“Sicuramente sarà il Torino a fare la partita. Credo che sarà molto dura, con poco spettacolo. Vincerà la tensione. Difficile che ci possa essere un colpo di scena. Penso che all’Avellino un pareggio possa andare più che bene contro una squadra così forte”.
Cosa pensa del Torino?
“Reputo che la squadra di De Biase sia forse la più forte. Ha una rosa migliore rispetto a Atalanta e Catania che la precedono”.
Eppure direttore i granata occupano appena il quarto posto. Come se lo spiega?
“La risposta è facile. Il tutto è dovuto alle difficoltà iniziali. Il Torino dopo la retrocessione si è avvalso del ‘Lodo Petrucci’. “Poi ci sono state le vicissitudini riguardo all’acquisto della società. Dopo averla rilevata, Cairo ha avuto a disposizione pochi giorni per mettere su la sua creatura. Nonostante tutto è riuscito ad acquistare giocatori di grande qualità”.
Come analizzare il pareggio dell’Avellino contro la prima della classe?
“Ho visto la partita in Tv. Sul pareggio dei lupi non bisogna lamentarsi. Non sono d’accordo con i tifosi, che ancora prima della fine hanno cominciato a fischiare la squadra. L’Atalanta ha fatto la sua partita. L’Avellino ci ha provato ma non ci è riuscita. Certo, se Boudiansky avesse messo dentro quell’occasione all’inizio, la partita avrebbe preso un’altra piega.”
E la vittoria dell’Albinoleffe? <
“La squadra lombarda non si trovava certo davanti un duro ostacolo. Il Bari è una squadra che non ha nulla più da chiedere al suo campionato. Psicologicamente la squadra barese è già in vacanza.”
Direttore lei, l’ormai famoso “caso Panarelli” come l’avrebbe gestito?
“Non mi piace guardare nel giardino altrui, sarebbe irriguardoso. Non c’ero, non sono in grado di giudicare. Se l’amico Fedele ha agito come sappiamo un motivo ci sarà.”
Un pensiero per Torino ed Avellino?
“Rimarrò sempre legato a queste due società. Sono le due squadre che mi hanno dato le più grandi soddisfazioni. La promozione in A con il Toro nella stagione 98/99 e la promozione dello scorso anno sono state le mie più grandi vittorie”. (di Giovanni La Rosa)

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