Casalbore – Eugenio Salvatore… sempre più capolista

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Casalbore – Ancora oscillazioni nel Comune di Casalbore. Si diradano solo in parte le nebbie del ‘terzo mandato’ e la riserva ancora pesa sulle sorti del governo locale. Eugenio Salvatore guiderà, per la terza volta consecutiva, il gruppo della Margherita nel comune ufitano? Una riflessione lunga, quella dell’uscente primo cittadino che, alla guida del governo locale dal 1997, questa volta sembrava aver optato, e senza appello, per la rinuncia alla poltrona municipale lasciando il testimone al vicesindaco Roberto Fabiano, uomo di fiducia da sempre al fianco di Salvatore soprattutto dopo la nomina di quest’ultimo ad assessore di Palazzo Caracciolo. Il terzo mandato, dunque, pesa ancora in maniera determinante su una decisione che va presa necessariamente entro il prossimo 29 aprile. Ma se da un lato l’uscente sindaco si mostra ancora indeciso, dall’altro continuano le sollecitazioni di chi, in nome della continuità, vorrebbe vederlo nuovamente alla guida del governo cittadino. E di questi input sta senza dubbio prendendo atto il quartier generale di via Tagliamento, non poco attento alle esigenze registrate negli enti locali irpini. Ma se l’incertezza del candidato a sindaco congela una situazione, altre sono sin troppo chiare. Fattore emblematico del panorama politico casalborese la decisione del fiorellino, in controtendenza rispetto alle situazioni registrate negli altri comuni irpini: la Margherita di Casalbore, infatti, ha deciso di correre da sola e di non coalizzarsi con le altre forze del centrosinistra. Nessuna civica. Nessun accordo. Un gruppo omogeneo e consolidato che conferma il principio della continuità che nel corso degli ultimi anni a Casalbore si è mostrato vincente. Ma la conquista di palazzo di città fa gola anche sul versante centrodestra. Sembra infatti che la contromossa sia già stata pianificata: ad ostacolare il consenso del fiorellino potrebbe essere la candidatura dell’ex sindaco in carica fino al 1997, oggi in quota Forza Italia. Insomma, i se ed i ma sono ancora troppi ed impediscono al momento di far luce su nodi che tra meno di una settimana dovranno esser sciolti. Ed è innegabile il peso che su questo panorama, assume la posizione dei sindaci alla scadenza del secondo mandato. Altalenanti e combattuti tra la voglia di riproporre la loro esperienza ed un limite che non da tutti è condiviso. E in questa prospettiva Casalbore è solo uno degli esempi, forse il più lampante ma non certo l’unico. Sono nove in totale, infatti, i comuni irpini in cui sussiste questa situazione. Oltre Eugenio Salvatore, il limite di mandato coinvolge Andrea Famiglietti (Frigento), Giovanni Colucci (Mugnano del Cardinale), Francesco Cocozza (San Martino Valle Caudina), Vito Vingo (Santo Stefano del Sole), Euplio Battagliere (Scampitella), Armando Ingino (Serino), Antonio Napolitano (Sirignano), Emilio Famiglietti (Villamaina). L’eliminazione del limite di mandato è un impegno che trova riscontri in atti, proposte di legge, audizioni, interviste, pareri che, prima ancora della promulgazione della legge, sono stati prodotti costantemente e intensamente. Una causa che si è arricchita negli anni con alcune interessanti pronunce della giurisprudenza, che testimoniano come la stessa normativa presenti carenze e vuoti sempre più evidenti, ad ulteriore conferma della necessità di un suo superamento. La situazione attuale sembra esprimere un grave equivoco presente nel nostro sistema elettorale, mostrando una certa incoerenza a danno innanzitutto della libertà dei cittadini elettori. Precostituire ‘ex lege’ un limite di due mandati consecutivi per l’elezione del sindaco equivale, secondo alcuni, a non ritenere il cittadino in grado di scegliere il proprio e più diretto rappresentante, non rispondendo inoltre al principio espresso dall’articolo 51 della Costituzione che garantisce condizioni di eguaglianza a tutti i cittadini che intendono accedere alle cariche elettive. Secondo altri, invece, a prevalere è una continua e inutile strumentalizzazione. Fatto sta che la disposizione impone un limite da cui dipendono le sorti di numerosi governi locali. (m.d.p.)

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