“La notizia della modifica delle norme per l’erogazione dei fondi ricompresi negli strumenti di sviluppo del contratto D’Area e dei Patti Territoriale, merita qualche considerazione e qualche approfondimento ulteriore”. Così in sintesi il segretario provinciale della Cisl Enrico Ferrara. “Innanzitutto è inaccettabile la proposta del Ministero delle Attività Produttive che in pratica abbassa ulteriormente le soglie minime per la creazione di nuovi posti di lavoro per non incorrere nella revoca dei finanziamenti: in buona sostanza siamo in presenza di un altro passo vergognoso verso quella cultura dell’imprenditoria assistita che dopo aver ricevuto i vantaggi in termini economici, viene meno agli impegni assunti in sede di programmazione e di valutazione dei piani industriali. A ben guardare siamo di fronte anche a casi di vera e propria concorrenza sleale che danneggia quelle proposte serie e maggiormente ancorate alla realtà che sono state preferite a progetti faraonici che però sono rimasti sulla carta: è lecito chiedere anche alle associazioni imprenditoriali, che giustamente reclamano una politica di incentivi e di condizioni favorevoli per chi intende investire nel Mezzogiorno da quale parte stanno e chi intendono tutelare se cioè vogliono difendere speculatori e profittatori o se viceversa intendono opporsi a questo ennesimo colpo di mano contro lo sviluppo delle arre del Sud più svantaggiate. Proprio in questi giorni si sta consumando a Morra De Sanctis una nuova beffa per i lavoratori irpini: la Bitron chiude i battenti non a seguito di una crisi industriale ma per un preciso calcolo speculativo di chi, una volta incassati i soldi dello Stato, trasferisce altrove la produzione lasciando decine di famiglie senza una prospettiva per il futuro. Allo stesso tempo attendono ancora fatti concreti le 32 aziende del Contratto D’Area a finanza regionale: un altri iter limaccioso che rischia di vanificare importanti occasioni di sviluppo. Di fronte a queste emergenze ed alla prospettiva di un cambio in corsa delle regole per la revoca dei finanziamenti alle imprese inadempimenti anche la politica e le Istituzioni di questa provincia devono assumersi fino in fondo le proprie responsabilità. E’ urgente che il presidente dell’amministrazione provinciale e l’intero consiglio provinciale si facciano carico di sostenere la battaglia per il ripristino di regole certe per le prospettive di crescita economica del nostro territorio; è altresì necessario che da questa giusta rivendicazione si sviluppi la richiesta di una nuova politica per il Mezzogiorno e per l’Irpinia”.
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