Montecalvo – Economia ed immigrazione: parla Joseph Ayina

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Montecalvo – Immigrazione, inclusione sociale, economia e ruolo della politica che guarda al futuro, questi i temi che sono stati affrontati nel convegno dal tema “Economia ed immigrazione”. Dall’incontro è emerso anche il ruolo dell’Italia meridionale nei processi di sviluppo sostenibile dei paesi dell’Africa. Continua così la marcia di avvicinamento al centro di alta formazione, dedicato ai cittadini stranieri in via di creazione a Montecalvo Irpino su un progetto proposto dall’associazione Amici del Camerun ed elaborato dal Comune di Montecalvo. “Il centro avrà due grandi filoni: l’alta formazione destinata ai giovani laureati stranieri e la formazione professionale e sociale degli immigrati che hanno deciso di trasferirsi in Italia – spiega Joseph Ayina, presidente dell’associazione Amici del Camerun che ha organizzato il convegno – Sono previsti corsi teorici di italiano, informatica, storia e diritto, affiancati da stage professionali in strutture pubbliche e imprese priviate”. All’iniziativa era presente anche l’assessore provinciale Marcello Zecchino. “Abbiamo un’occasione unica per partire con il piede giusto per creare un mondo migliore – dice Zecchino – abbiamo bisogno di una grande forza per cambiare la situazione internazionale. Bisogna creare le condizioni nei paesi in via di sviluppo perché i cittadini restino nelle loro patrie e lavorino per svilupparle di concerto con l’Italia”. L’alta formazione prevede l’arrivo di giovani laureati che in Italia avranno modo di imparare la lingua, l’informatica, ed apprendere conoscenze pratiche e teoriche con stage in aziende ed enti pubblici, per poi tornare in patria ed applicare i nuovi modelli produttivi superando le reticenze che gli occidentali hanno sempre riscontrato in Africa. “Abbiamo verificato che il Camerun è ricco di latte – spiega Nicola Serafino, assessore allo sviluppo di Montecalvo ed imprenditore – ma non c’è la cultura della trasformazione. Così buona parte del prodotto viene buttato. E’ nostra intenzione formare giovani camerunesi in modo che siano in grado di innovare l’agricoltura e creare il valore aggiunto nei propri Paesi. D’altra parte è impensabile che si possa pensare ad esportare in quei posti, i costi dei nostri prodotti sarebbero esorbitanti”. La produzione non ha bisogno solo di materie prime, c’è necessità di tecnologie, conoscenze ed assistenza. Qui entra in gioco il ruolo dell’Italia che deve diventare il punto di riferimento dei paesi in via di sviluppo, a patto che sia capace di produrre innovazione in termini di idee e tecnologie applicate. Per chi invece arriva in Italia per restarci il convegno ha evidenziato la necessità, non solo di accoglienza assistenzialistica ma di formazione per i nuovi cittadini. Il centro, infatti, si rivolgerà agli immigrati regolari che rispecchiano le esigenze di mano d’opera delle imprese italiane. Il corso di formazione, altamente mirato, servirà all’apprendimento della lingua, dei rudimenti di diritto e dei mestieri che si andranno a fare in Italia. Il tutto di concerto con le imprese che aderiranno al progetto che avranno così collaboratori qualificati da inserire nel ciclo produttivo. “Più che processi d’integrazione, parlerei d’inclusione sociale – spiega il sociologo Nicola Savino dello Stap di Avellino – balza all’occhio la differenza che c’è tra il nord-est italiano ed il sud Italia. Nel nord-est il mondo del lavoro e l’occupazione sono a punti di saturazione, mentre il sud è lento. Nel nord-est, però, mancano i servizi del terzo settore. Al sud, invece, l’occupazione è stagnante ma aumenta il terzo settore, anche in modo rilevante, ma è fuori dalle dinamiche professionali. Di fatto produce una sottoccupazione. Questa tendenza va invertita”. Enzo Rocco, componente dello staff dell’Assessore alle Politiche Sociali della Regione Campania Rosetta D’Amelio spiega le posizioni dell’Ente. “L’assessore è fortemente impegnato su questo tema – dice Rocco – Si tratta di una sfida che non porta risultati immediati in termini politici ma che guarda alla società con lungimiranza. Gli immigrati non devono essere visti come un problema, in realtà rappresentano una risorsa che va valorizzata”. Alla Regione piace “l’idea delle opportunità di sviluppo tra i popoli. Si parla di formazione dei giovani camerunesi attraverso un rapporto tra il Comune, coinvolgendo gli altri livelli istituzionali, e Paesi stranieri. Siamo molto interessati. A questo punto si tratta di fare un passo avanti. Bisogna individuare le figure professionali ed elaborare un piano dei costi da utilizzare per rendere eseguibile il progetto. Noi siamo impegnati in questa direzione”. Maria Lusia Megaro, dirigente dello Stap di Avellino, ha spiegato la posizione del Settore. “Abbiamo sempre avuto attenzione per gli immigrati – dice Megaro – non dimenticando di essere stati un popolo di emigranti. Non integrazione ma convivenza civile ed accettazione dell’altro come persona che ha un sentimento e delle radici che vanno conosciute ed apprezzate”. Il prof. Raffaele Rauty dell’università di Salerno ha affrontato la questione del ruolo della politica nelle dinamiche dell’immigrazione.

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