Prende il via a Mirafiori il voto sul piano proposto dall’Amministratore delegato della Fiat Sergio Marchionne. E le forti contrapposizioni che si registrano a livello nazionale trovano seguito anche in Irpinia. Dopo le polemiche registratesi nei giorni scorsi tra il leader di Confindustria Avellino, Sabino Basso, favorevole all’approccio di Marchionne, e la segreteria provinciale della Fiom, guidata da Sergio Scarpa e sostenuta da Sinistra Ecologia e Libertà, fermamente contrari, la giornata di ieri ha fatto registrare nuove contrapposizioni. Dopo la Uilm, che con il segretario provinciale Gaetano Altieri aveva già manifestato dalle colonne di “Irpinianews” l’adesione al piano Marchionne e la volontà di appoggiarlo anche laddove dovesse essere proposto per l’Fma, “per scongiurare il rischio esuberi”, anche il segretario provinciale della Cisl, Mario Melchionna ha definito “vantaggioso per il lavoratori” l’accordo di Mirafiori. A sostegno della Fiom si è schierata intanto anche la Federazione della Sinistra, che con il leade provinciale Tony della Pia ha dato vita ad una due giorni di sit in e volantinaggi presso i cancelli dell’Fma per spiegare ai lavoratori le motivazioni del no. Aspettando l’esito del voto, intanto, il clima si fa rovente. Gravi gli atti intimidatori perpetrati ai danni dell’automobile del segretario generale dell’Ugl, Giovanni Centrella, che si è espresso in favore dell’accordo, e della sede della Uil Campania, il cui comparto metalmeccanico ha già aderito al piano Marchionne. Il tutto aspettando di conoscere il destino produttivo dell’Fma, in cui oggi sono a rischio diverse centinaia di posti di lavoro.
Redazione Irpinia
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