Milano – Trascorreva fino a 20 ore al giorno davanti al computer, “stregato” da un gioco di ruolo. Una vera e propria malattia che l’ha portato prima a perdere il lavoro, poi a picchiare la moglie – che cercava di tenerlo lontano dal pc – e al ricovero in psichiatria e infine all’aggressione che ha portato al suo arresto. L’uomo è stato bloccato dagli agenti del commissariato di Legnano in seguito alla denuncia presentata dalla moglie, che finalmente ha deciso di mettere la parola fine ai maltrattamenti che duravano da oltre un anno. Protagonista della vicenda Nino C., 45enne di Legnano, residente a Canegrate. La moglie 44enne ha raccontato di maltrattamenti ripetuti, fisici e verbali, compiuti dall’uomo, contro di lei e i figli, un ragazzo di 23 anni e una ragazza di 18. Tutto è cominciato a novembre 2009, quando il 45enne, operaio in una ditta di costruzioni, ha perso il lavoro a causa delle ripetute assenze dovute alle innumerevoli ore, anche 20 al giorno, passate al computer a giocare online. Nei mesi seguenti la moglie aveva scoperto sul cellulare del marito alcune fotografie di donne, tutte giocatrici dello stesso gioco virtuale, e avevo chiesto spiegazioni, suscitando l’ira dell’uomo, che l’aveva aggredita lanciandole addosso portacenere e telecomando.
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