Arminio a sostegno di Alaia: “Il 6 gennaio anch’io al Quirinale”

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Franco Arminio a sostegno di Alaia che da giorni sta attendendo di avere un colloquio a Roma con il Presidente Napolitano. Lo scrittore irpino Arminio ha inviato una missiva al Capo dello Stato. ”

Illustre Presidente Napolitano,
da molti giorni il sindaco di Sperone Salvatore Alaia manifesta davanti al Quirinale. Sappiamo bene che il Capo dello Stato italiano non può occuparsi delle rimostranze di ogni singolo cittadino, ma il suo intervento diretto potrebbe risolvere rapidamente questo specifico caso. Alaia manifesta lo sdegno suo e di tutti noi per la sanità irpina che non ha mai funzionato e che quando sarà attuato il Piano della Regione Campania nella nostra zona sarà praticamente azzerata.
Di certo, signor Presidente, si renderà conto che prima delle questioni di politica sanitaria, di cui lei non è responsabile, si pone un problema di garanzie democratiche: di tale problema noi le chiediamo, come cittadini italiani, di chiedere conto. Il governatore della Regione Campania ha deciso di non ricevere i sindaci irpini che hanno manifestato e continuano a manifestare contro il piano. E fin qui la cosa potrebbe essere anche tollerabile, sebbene non corrisponda ai compiti di chi, eletto su basi democratiche, ha il preciso dovere di ascoltare le istanze che provengono dai cittadini.
È necessario che lei sappia, Caro Presidente, che il governatore della Campania è arrivato per due volte a rifiutare di essere presente a un incontro con i sindaci deciso proprio nei palazzi della Regione.
I Piani Sanitari sono sempre discutibili e la Regione ha il diritto di operare le scelte che ritiene più opportune, se queste, però, non ledono i diritti fondamentali dei cittadini, primo fra tutti il diritto alla salute e alle cure sanitarie pubbliche.
Nessun rappresentante di un governo democratico può permettersi di prendere in giro i cittadini di una provincia che hanno manifestato il loro dissenso al Piano Sanitario in maniera assolutamente pacifica.
Caro Presidente, con questa lettera non le chiediamo di assumere decisioni fuori dal suo stile o fuori dai suoi compiti istituzionali. Ciò che le chiediamo è di ricevere e di ascoltare un sindaco che esercita il suo diritto di protestare e di manifestare per una causa serissima e degna di considerazione. La democrazia di cui lei è il massimo garante le permette di dare ad Alaia e a tutti noi la risposta che riterrà più adatta. Qualunque sia, noi l’accetteremo, ma è chiaro, caro Presidente, che non può essere il silenzio a cui abbiamo assistito finora.

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