Rotondi – Si presenta ‘La ballata dei soprannomi’ di Luigi Mainolfi

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Rotondi – Domani alle 17 presso l’aula consiliare di Rotondi si presenterà il volume del professor Luigi Mainolfi, tutto dedicato ai nomignoli antichi del paese. Alla presentazione de “La ballata dei soprannomi”, questo il titolo del testo pubblicato da Arturo Bascetta Edizioni, saranno presenti il preside Franco Martino, Lara Lanni assessore comunale alla cultura, il presidente del consiglio comunale Rino Iglio. Alcune composizioni saranno lette dall’artista Nicola Bove. “L’idea di far parlare i morti non è nuova nella storia della letteratura – annuncia il preside Martino – per non parlare del poeta sommo Dante Alighieri. Anche Luigi Mainolfi con questa pregevole e gradevole raccolta, ci trasporta in quel continente (immaginario?) che è l’al di là della vita. Qui troviamo un altro mondo, il mondo dei morti, cove nasce il racconto dei personaggi di questo libro. La scena è quella del piccolo spazio del piccolo comune di Rotondi, ma l’anima non conosce confini di tempo, né di spazio, come i sentimenti. E la materia ultima di tutta l’opera è l’anima della gente. La fantasia sta solo nella trovata originaria, quella di far parlare i morti (dove non è possibile mentire). E questi cittadini rotondesi sia quelli che si amarono che quelli che si odiarono, sono accomunati, ormai, dallo stesso destino di morte. Luigi Mainolfi li fa parlare, recitare, ciascuno la sua parte secondo un’aneddotica minuta e dettagliata. E’ come uno spettacolo al teatro, nella piazza, dove compaiono e si esibiscono uno dopo l’altro, sotto la sapiente regia dell’autore: linguaggio limpido, semplice, contenuto umano, universalmente valido, perché questi personaggi, mentre parlano di se, parlano di noi e di tutti, come se fossero vivi. Sono monologhi, confessioni, a volte drammatiche, con voce familiare, perché parlano il nostro stesso linguaggio. Lo stile personalissimo, discorsivo, il metro libero non sempre rispetta le cadenze tradizionali, come fa tanta parte della poesia contemporanea, ma non risulta mai prosaico, mai monotono. Nella sua originalità diventa accattivante, attraente. Mainolfi non si pone problemi di perfezionismo nello stile di queste sue ballate popolari (una di esse è appunto intitolata Ballata dei soprannomi) che somigliano appunto a quelle cadenzate, anonime, cantate dai nostri progenitori. Ma le rime, spesso assi calzanti, ne rendono assai gradevole la lettura. Anche in questo si rivela la continuità dello spirito del luogo (genius loci), dove si perpetuano accenti, comportamenti, caratteristiche di lunga durata, il che rende il testo più fresco, spontaneo, genuino”.

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