Affidamento SII – Cgil, Cisl e Uil chiedono “un ultimo sforzo”

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Avellino – I Segretari Generali di Cgil, Cisl e Uil di Avellino, rispettivamente Vincenzo Petruzziello, Mario Melchionna e Franco de Feo, in previsione dell’assemblea generale dell’ATO Calore Irpino programmata per il prossimo 30 dicembre, rilanciano l’obiettivo della gestione pubblica della risorsa acqua e del servizio idrico integrato che dovrà necessariamente trovare momenti d’intesa per l’attribuzione dello stesso all’Alto Calore Servizi, Azienda già pronta a riceverne l’incarico per le potenzialità esistenti a livello di strutture, di impianti, di professionalità.

“Bisogna realizzare un ultimo sforzo politico, istituzionale ed amministrativo – scrivono i segretari della Triplice – che determini le condizioni ottimali per una proposta di gestione che soddisfi gli attuali gestori del servizio che operano nelle due province di Avellino e Benevento. E’ necessaria la proposta definitiva, indipendentemente da quanto “non realizzato” in sede di Conferenza dei Servizi, che individui il ruolo e le responsabilità di ognuno nell’ambito di un progetto condiviso da tutti i Comuni dell’ambito ottimale AV e BN. La politica faccia fino in fondo la propria parte e confermi le scelte che tutti, partiti, istituzioni ed Enti locali hanno realizzato da tempo a favore dell’affidamento in “house” che prevede l’intesa tra i gestori e l’attribuzione del ruolo di coordinamento all’ACS. Non potrà sfuggire un’occasione storica che si dovrà immediatamente realizzare nell’assemblea già convocata dal Presidente ATO approvando tutti gli atti amministrativi propedeutici all’affidamento quali “il piano d’ambito” nel quale prevedere le tariffe e gli investimenti, la scelta della forma di gestione e l’affidamento del Servizio. Recuperiamo unità e condivisione per realizzare un passo positivo necessario per dare certezze ai cittadini delle due province ed ai lavoratori dell’intero ciclo e per scongiurare l’attivazione del “progetto di affidamento verso i privati”. Tutti insieme abbiamo il dovere di difendere l’acqua pubblica”.

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