Sant’Angelo dei Lombardi – “Gli eventi registrati non devono allarmare la popolazione, poiché rientrano nella normale attività della zona che come è noto rientra in un’area sismogenetica tra le più attive del Paese”. Lo riferisce una nota del centro CIMA (Centro Irpino per l’Innovazione nel Monitoraggio Ambientale) di Sant’Angelo dei Lombardi, in riferimento alla serie di piccole scosse telluriche registrate nel distretto sismico Irpinia nelle ultime 72 ore.
La stazione sismica SALI installata a Sant’Angelo dei Lombardi dal CIMA, che fa parte della rete sismometrica ISNet (Irpinia Seismic Network), ha registrato negli ultimi tre giorni 15 eventi con epicentro in Irpinia, tutti con magnitudo bassa o molto bassa e non avvertibili dalla popolazione.
La maggior parte degli eventi è stata localizzata tra i comuni di Sant’Angelo dei Lombardi e Guardia Lombardi (localizzazione ISNET) ma la scossa più forte è avvenuta nella zona di San Gregorio Magno – Ricigliano il 18 novembre alle 10:54:39, con magnitudo locale Ml=2.7 e profondità ipocentrale di circa 10 Km.
IL DIBATTITO – Tra le iniziative poste in essere dal centro l’evento organizzato il 23 novembre a partire dalle ore 15, presso la sede del CIMA “Filippo Vinale”, Palazzo della Regione, via Petrile a Sant’Angelo dei Lombardi, in cui si parlerà di “Emergenza e ricostruzione” con gli interventi di Edorardo Cosenza, Giuseppe De Mita, Generoso Picone, Giuseppe Zamberletti, Mauro Dolce, Francesco Silvestri, Roberta Amirante e Paolo Gasparini.
Nel corso della manifestazione saranno consegnati gli attestati del “Corso di Perfezionamento in Gestione e Mitigazione dei Rischi Naturali”.
L’obiettivo è quello di raccontare la ricostruzione ma soprattutto discutere sui nuovi tipi di intervento e di prevenzione.
L’evento si inserisce nel calendario di manifestazioni scientifiche che a trent’anni dal grande terremoto dell’Irpinia, la Regione Campania ha promosso, su impulso degli Assessori alla Protezione civile e Lavori pubblici, Edoardo Cosenza, e all’Università e Ricerca, Guido Trombetti, insieme con le Università degli Studi di Napoli “Federico II”, del Sannio, di Salerno, con l’AMRA Scarl (Analisi e Monitoraggio del Rischio Ambientale) con ReLuis, la Rete dei laboratori universitari di Ingegneria sismica e l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, e che prevede cinque giornate di studio che si terranno a Napoli, Salerno, Benevento ed Avellino, dal 22 al 26 novembre prossimi. Nel corso dei dibattiti si farà il punto sugli attuali scenari italiani connessi al rischio sismico, con un confronto con i terremoti del Friuli, dell’Irpinia, dell’Abruzzo, della Turchia e degli Stati Uniti.
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