1) Studenti in piazza, tra proteste legittime e… uova marce

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Avellino – Il mondo studentesco è sceso in piazza. “L’Itis Dorso ‘lotta’ per una nuova qualità della scuola e dell’edilizia scolastica”. A manifestare, in un lungo corteo che da Via Morelli e Silvati ha attraversato tutto il cuore della città per poi giungere in Piazza Libertà, non solo gli studenti ‘sgomberati’ dall’ordinanza dell’Ente Provincia per ‘rischio crollo’ ma tutti gli allievi degli Istituti Superiori del capoluogo.
A guidare il corteo il Dirigente Scolastico dell’Itis Dorso Generoso Zigarella: “Gli studenti hanno il diritto ad avere il proprio Istituto e non essere costretti a devastanti turnazioni, presso il Geometra, per proseguire l’attività didattica già compromessa. Quanto tempo ancora dobbiamo sacrificarci e soffrire? Tante sono state le promesse della Presidente dell’Ente Provincia sul futuro dell’Itis: la ringraziamo per la fattiva organizzazione ‘temporanea’ ma dal primo settembre quale sarà la sede dell’Itis? Il diritto allo studio è sancito dalla Costituzione Italiana ma ad Avellino forse vige qualche altra carta costituzionale”. Anche la rappresentante dei padri e delle mamme ha voluto rappresentare il malessere: “Ad un primo momento di sgomento ha fatto seguito la volontà forte di reagire ed è per questo che abbiamo costituito il ‘Comitato Pro Itis’ che subito si è proposto degli obiettivi: sostenere moralmente gli alunni, impedire che l’emergenza si incancrenisca a danno della collettività scolastica e per far reperire a chi di dovere aule per garantire la validità dell’anno scolastico”. E’ vero che l’emergenza scolastica è ‘esplosa’ solo dopo il ‘caso Guido Dorso’ ma è grave che una manifestazione di protesta pacifica sia stata, purtroppo, segnata da atti di vandalismo: sottolineiamo che è stato solo un piccolo gruppetto di ‘teste calde’ che forse incapaci di far valere le proprie ragioni con la parola hanno usato uova e piccoli sassi come argomentazioni. Ci sono stati infatti lanci contro l’Ente Provincia e insulti diretti alla Presidente De Simone mentre dal palco installato al centro di Piazza Libertà studenti, rappresentanti d’istituto, genitori, insegnanti e dirigenti scolastici invocavano il diritto ad una “nuova qualità della scuola e dell’edilizia scolastica”. Atti di puro vandalismo che sono stati stigmatizzati dallo stesso dirigente scolastico Zigarella e dagli altri studenti. Una manifestazione che è purtroppo stata macchiata dal comportamento di teppisti alle prime armi che con molta probabilità hanno manifestato per il solo motivo di ‘marinare’ le lezioni. Un atto vandalico che ha rischiato di compromettere lo scopo della protesta e di far passare gli studenti irpini dalla ragione al torto. Un episodio che è stato al centro del rapporto delle Forze di Polizia al Questore Vittorio Rochira: un dettagliato excursus su tutta la manifestazione con la verbalizzazione anche del lancio di uova. E’ stato lo stesso rappresentante d’Istituto dell’Itis Dorso, dal palco, ad invocare il senso di responsabilità e di civiltà. “E’ quasi un mese che il nostro Istituto è stato sigillato. Siamo senza una sede ed è per questo che non possiamo permetterci di restare in silenzio. Dobbiamo mostrare solidarietà a tutto il mondo studentesco perché oggi è stato chiuso l’Itis domani sicuramente toccherà a qualcun altro”. I giovani, dunque, rivendicano una politica seria e concreta per la tutela dei diritti più elementari come l’andare a scuola. Ma in edifici che si possano definire tali, che non presentino rischi per la nostra incolumità. “Vogliamo risposte immediate per la nostra sicurezza e pretendiamo di avere al più presto gli esiti delle otto perizie incaricate per altrettanti Istituti”. Tra i manifestanti anche tanti esponenti politici irpini ‘schierati’ dalla parte degli studenti. “Le vicende degli ultimi giorni riportano a galla problemi vecchi i decenni e mai risolti. – Hanno commentato gli alunni dell’Alberghiero – Abbiamo già vissuto e continuiamo a vivere lo stesso problema dell’Itis ed è per questo che facciamo sentire la nostra voce, a prescindere dalla scuola: abbiamo tutti gli stessi diritti”. (di Emiliana Bolino)

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