Avellino – Riesplode, e con veemenza, l’ennesima vertenza irpina. A proclamare lo stato di agitazione permanente, questa volta, sono stati i lavoratori della Saira di Pianodardine, azienda impegnata nella produzione di carrozze per treni. A scatenare lo sdegno e le proteste dei circa 65 lavoratori irpini, il vero e proprio voltafaccia operato dal Gruppo Tosoni di Verona, tandem di fratelli imprenditori, alla guida dell’azienda. In totale dispregio dell’accordo raggiunto lo scorso mese di luglio in Prefettura, che prevedeva la concessione della cassa integrazione in deroga per i lavoratori in attesa della fine della crisi, infatti, la dirigenza ha pensato bene di comunicare, in maniera improvvisa ed unilaterale, l’imminente licenziamento di circa 13 lavoratori. Il tutto, in attesa di trasferire l’intera produzione, una commessa di circa 700 carrozze, equivalente a 5 anni di lavoro, negli stabilimenti situati in Veneto.
In mattinata, presso i cancelli dell’azienda di Pianodardine ha avuto luogo la dura protesta dei lavoratori e degli esponenti sindacali. Contro l’improvvisa doccia fredda ed il colpo a tradimento inferto dalla dirigenza veneta, i dipendenti hanno manifestato con vigore ed ostinazione, nonostante le avverse condizioni meteorologiche, bloccando per circa 30 minuti il traffico stradale. In attesa del prossimo e decisivo incontro con la dirigenza, fissato per venerdì prossimo a Napoli, e che fungerà da preludio all’invio delle 13 lettere di licenziamento attese per lunedì, il segretario provinciale della Fim Cisl, Giuseppe Zaolino, non ha dubbi: “Si tratta di una vera e propria questione politica”.
“E’ una vertenza atipica – osserva – L’azienda non licenzia perché c’è la crisi, o perché manchi il lavoro, ma per trasferire al nord la produzione. In Veneto, infatti, la Lega sta creando attraverso le proprie banche, un sistema di agevolazioni in favore di chi voglia investirvi. Si tratta di una lotta senza esclusione di colpi – accusa – e che va’ totale svantaggio del sud.
A rafforzare l’ipotesi di una iniziativa dal forte sapore politico avanzata dal segretario provinciale della Fim, è anche la constatazione di elementi quali l’alto livello di professionalità dei lavoratori, la generale flessibilità dell’aziende ed il bassissimo tasso di assenteismo. Per questo, Zaolino ha avuto gioco facile nel rincarare la dose: “Pur avendo la possibilità di accordare gli ammortizzatori sociali ai lavoratori – afferma – il Gruppo Tosoni ha voluto trasferire la produzione al nord. E’ evidente allora che non basta il lavoro del sindacato: abbiamo fatto e dato all’imprenditore tutte le disponibilità possibili. E’ dunque necessario che intervenga la politica, poiché ‘il virus’ Saira potrebbe diffondersi ed infettare tutto il meridione”.
E su questa falsariga si innesta l’appello finale al Prefetto di Avellino: “Deve sollecitare le Istituzioni ed il Governo, anche attraverso i parlamentari irpini – ha sottolineato – affinchè possa essere fatto qualcosa. Siamo alla frutta. Ed il rischio concreto è anche che si crei un vero e proprio allarme sociale con problemi di ordine pubblico. Anche per questo, il nostro obiettivo sarà fare in modo che prima dell’incontro di Napoli, il Gruppo Tosoni possa ripensarci, ed essere disponibile a raggiungere un preaccordo”.
(fl.co)
