Petruzziello (Cgil): “Impegni seri per il lavoro dall’azienda Fiat”

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Si è svolto questa mattina, alla festa regionale del tesseramento delal CGIL, il dibattito sul tema FIAT e competizione “dignità del lavoro e difesa dei diritti”, presieduto dal segretario Generale della CGIL di Avellino, Vincenzo Petruzziello.
All’incontro hanno preso parte Paolo Grassi Giornalista “Corriere del Mezzogiorno”, moderatore, Federico Libertino Segreteria CGIL Campania, Vincenzo Scudiere Segreteria CGIL Nazionale, Maurizio Landini Segretario Generale FIOM – CGIL Nazionale, Massimo Lo Cicero Economista, Giovanni Lettieri Presidente Confindustria Napoli, Stefano Fascina, Dipartimento Economia e Lavoro del PD Nazionale, Paolo Ferrero, Segretario Nazionale Rifondazione Comunista.
Numerose le sollecitazioni sollevate dal dibattito nei confronti della fabbrica torinese e nei confronti del Governo nazionale e regionale.
E’ stata ribadita la necessità di avviare un tavolo di confronto con l’azienda per obbligarla a presentare un piano industriale che non preveda azioni a discapito dell’occupazione, che riporti le fabbriche campane al centro della produzione Fiat, così come è stata ribadita la necessita che il governo regionale e nazionale assicurino la proroga della copertura della Cassa Integrazione in scadenza a fine ottobre: “La Fiat assume una posizione centrale nell’ambito dello sviluppo e del rilancio industriale della regione e dell’irpinia – ha affermato Vincenzo Petruzziello – purtroppo sul piano industriale registriamo enormi ritardi, ma è necessario che si recuperi il tempo perduto, anche perché un rilancio dell’industria in Campania non può prescindere dalla Fiat e da quello che significa la Fiat per tutto l’indotto. Purtroppo dopo 4 mesi il governo non è riuscito ancora a nominare il ministro per lo sviluppo industriale, non ha inteso intervenire a sostegno del comparto durante la crisi come hanno fatto altri Stati europei e gli Stati Uniti d’America. Di fronte a questa situazione la CGIL non può tollerare che a pagare siano i lavoratori, contro i quali la disdetta del contratto è un altro elemento vessatorio che mette in discussione non solo il salario, ma anche i diritti acquisiti, e non solo nel settore dell’auto ma in tutto il segmento dell’industria. Per questo – conclude Petruzziello – di fronte a questo panorama la Fiom e la CGIL tutta continueranno con le mobilitazioni in vista della manifestazione di Roma del 16 ottobre prossimo, per dire “no” ad una politica industriale inconsistente e ad un atteggiamento che insieme ai lavoratori vuole colpire esclusivamente la Fiom e la Cgil per le posizioni assunte a sostegno del lavoro e dei diritti”.

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