Buscaino(Sel) su berlusconismo e contesto locale: “Sd non inclusiva”

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Avellino – L’esponente provinciale di Sel, Giuseppina Buscaino si inserisce sul contesto politico attuale, segnato dalle lacerazioni interne al centrodestra e sull’ipotesi di un nuovo Ulivo, avanzata dal leader del Pd, Pierluigi Bersani. “Si potrebbe dire che il dopo Berlusconi sia cominciato, ma non si può dire lo stesso del postberlusconismo- afferma. Per superare il berlusconismo bisognerebbe cambiare la cultura che si è formata nel corso di tutti questi anni, bisognerebbe che ci fosse una sinistra che sia veramente sinistra e non un suo surrogato come il Pd. Un momento di grandi conflitti nella destra qui in Italia, – prosegue – dovrebbe favorire la risalita della sinistra, ma ciò potrebbe avvenire se non si proponessero più ammucchiate informi come il nuovo Ulivo di Bersani, il cui scopo è solo quello di evitare le primarie in cui Vendola potrebbe vincere. Bersani preferirebbe un governo di transizione con Tremonti piuttosto che la candidatura di Vendola alle primarie e alle politiche. Preferirebbe perdere piuttosto che far vincere Vendola e la sinistra. La scoperta dell’Ulivo da parte di Bersani è un espediente per fare in modo che sia lui il candidato evitando le primarie.

Il consociativismo( tutti i partiti della sinistra insieme a Fini e Casini) auspicato da Bersani, implica il rischio di un aconflittualismo che pericolosamente prelude ad una post-democrazia senza sinistra, una ademocrazia come dice Bertinotti.

In Italia c’è bisogno di una democrazia radicale. E la democrazia radicale si realizza quando si impedisce ai cittadini più ricchi di dominare il processo politico. Ci vuole proprio una rivoluzione delle coscienze. L’alternativa è una nuova formazione politica un Partito della sinistra italiana. Un partito del lavoro e dei saperi, capace di rianimare una democrazia in profonda crisi di identità, deprivata di valori, di istituzioni, di garanzie e tutele. E ancora: di riconoscere la centralità del lavoro. Il Partito democratico è il vero dramma della democrazia e della sinistra italiana. Se si va a vedere la storia della sinistra italiana possiamo notare che più i partiti sono diventati moderati e più hanno perso voti. Se la sinistra si fa portatrice dei valori e delle esigenze dei poteri forti così come è successo con l’ultimo governo Prodi, non è più sinistra ed destinata a scomparire in quanto non soddisfa le esigenze dei suoi elettori che sempre più delusi non vanno a votare”.

Quindi, l’esponente del partito di Nichi Vendola esprime alcune considerazioni sul contesto provinciale. “SEL vuole riempire questo vuoto e unire la sinistra – dice-,ma qui ad Avellino SeL non decolla, ci sono enormi difficoltà. Gli ex Sd invece di essere inclusivi, sono escludenti. Gli insulti rivolti a noi ( ex Movimento per la sinistra, ex Unire la sinistra, ex Verdi) in numerosi articoli non erano frutto di emotività, ma seguivano un disegno ben preciso, quello di escluderci. L’assemblea di San Potito era stata organizzata a tavolino per metterci alla porta. Non c’era niente di casuale – accusa. Affermo questo proprio perché non si sa solo quello che non si dice. Ma questa loro mentalità li pone completamente fuori dal progetto di SeL che non è volta a conservare i ruoli dei vecchi dirigenti, ma esclusivamente ad ampliare la sinistra e coinvolgere quanta più gente possibile. Ma per fare questo bisogna essere credibili e non è credibile chi dice che senza di noi si attrarranno più persone perché non è escludendo che si coinvolgono le persone. Noi siamo stati sempre inclusivi e non abbiamo mai usato insulti anche perché li troviamo volgari. E i frick di cui parla Moricola da molto tempo sono fuori moda e soprattutto non ci sono più. Credo che ci vorrebbe più rispetto quando ci si rivolge agli altri componenti del futuro partito.

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