Roma – Un quadro politico in evoluzione. Aspettando la ripresa ufficiale dei lavori parlamentari ed in concomitanza con le vibranti polemiche degli ultimi tempi che hanno spaccato il centrodestra e materializzato in un lampo l’ipotesi di nuove elezioni politiche, i leader delle compagini che hanno contribuito, da un lato, all’affermazione della maggioranza più ampia di sempre, e dall’altro, alla sua attuale scomposizione, preparano le loro mosse in vista di nuovi possibili scenari. “Se Berlusconi riorganizza con la Brambilla e le squadre un suo partito e Fini fa il suo, è normale che anche noi riprenderemo un cammino autonomo: Rotondi ha in serbo una sorpresa che non è l’ennesima rifondazione della Dc. Il 10 ottobre al nostro annuale appuntamento di San Vincent scatterà la novità.” Cosi’ il parlamentare democristiano Franco de Luca.
Ma a tenere banco , in quest’ultimo scorcio di agosto, sono anche le questioni legate al cosiddetto “Processo breve” ed al possibile cambiamento della legge elettorale vigente. In merito il Ministro per l’attuazione del programma, Gianfranco Rotondi, non ha dubbi: “La legge elettorale non si cambia. Bersani – osserva – non può chiederci questo. Per rilanciare l’Ulivo ha bisogno dei collegi uninominali. Noi dovremmo essere il governo stupido che lo aiuta a cacciarci fuori, per giunta con la legge che da valore marginale alle mafie delle regioni, invase dalla criminalità”. Quindi il leader della Dc si esprime in merito al processo breve, proposta di legge su cui si stanno consumando ulteriori divisioni nel centrodestra, e contestualmente paiono destinate a realizzarsi futuribili alleanze tra il centrosinistra e l’Udc di Casini.” Più che di processo breve si potrebbe parlare di processo giusto – sostiene Rotondi -, una legge che punta ad una durata ragionevole dell’iter processuale. L’auspicio – conclude – è che la tensione di questi giorni tra politica e magistratura trovi un punto di equilibrio in una mediazione possibile”.
