Atripalda – Pineta Sessa: da privato, a Pubblico… a privato

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(di Luca Guarracino) – Atripalda ha la memoria corta. Con tutto il rispetto per gli eletti del popolo che ieri sera ha visto approdare in consiglio comunale il progetto di privatizzazione del Parco Pubblico –Pineta Sessa, qualche domanda …sorge spontanea. A quasi quindici anni dall’acquisto del “polmone verde” di San Gregorio , si discute ancora della Pineta Sessa. I tanti proclami sull’utilità dell’acquisto dalle mani di un privato con l’esborso dalle casse comunali di molti e tanti miliardi di vecchie lire, svaniscono nel nulla per l’incapacità di amministrare il bene pubblico. In sintesi: la Pineta acquistata per dare lustro e nuova politica ambientale al comune sulle rive del Sabato, dopo i se, i dubbi, le polemiche e la strumentalizzazione anche politica, alla fine ritorna nelle mani di un privato per la gestione. Molti utenti e cittadini di Atripalda non hanno ancora compreso il motivo e l’opportunità dell’acquisto del Polmone verde di Contrada San Gregorio, diventato per anni, luogo di incontri amorosi, di degrado e di siringhe per drogati. Forse, ed è il caso di riflettere, molti consiglieri della maggioranza e dell’opposizione che ieri sera erano concordi sull’approvazione del progetto di privatizzazione hanno dimenticato il passato, apparendo come tanti struzzi, che abitudinariamente chiudono occhi e mente, non volendo comprendere la spesa purtroppo inutilizzata dai contribuenti e dalla collettività. Stendo un velo sulle risultanze dei tanti progetti di manutenzione e recupero della Pineta. Miraggi estivi più che reali prospettive di lavoro. Ma l’acquisizione al patrimonio pubblico di una struttura dalle mani di un privato, va pensata, meditata e programmata e non…giustificata. Qualcuno sul caso in questione si passi la mano sulla coscienza e faccia pubblica ammenda. Perché il Pubblico, con le regole giuste e la sana amministrazione, è ancora un valore che non va disperso.

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