De Luca interviene sulle quote di emissione di anidride carbonica

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Riceviamo e pubblichiamo una nota del senatore irpino del Pd Enzo De Luca estrapolata dal suo intervento, stamane in Aula, nella discussione sulla conversione in legge del decreto legge (20 maggio 2010 n. 72) relativo a “misure urgenti per il differimento dei termini in materia ambientale e di autotrasporto, nonché per l’assegnazione di quote di emissione di anidride carbonica”.

“Non vorrei che la previsione di assegnare gratuitamente quote di emissione di anidride carbonica ai nuovi impianti entrati in esercizio, alla fine premiasse le imprese che superano i limiti di emissione, attribuendo una sorta di licenza ad inquinare, in contrasto con gli indirizzi normativi che l’Unione europea impone al nostro Paese.

E’ il cinquantanovesimo decreto legge di questo Governo che ricorre a questi provvedimenti ma poi non pensa ad adottare i decreti di attuazione. Il testo prevedeva una proroga dei termini per la presentazione del Modello Unico di dichiarazione ambientale (MUD), ma è scaduta perché, nel frattempo, il Presidente del Consiglio dei Ministri non ha adottato il relativo decreto di attuazione. Altra proroga riguardava il termine per il versamento dei premi assicurativi all’INAIL da parte delle imprese di autotrasporto di merci in conto terzi. La disposizione contiene una clausola di non sanzionabilità nei confronti delle imprese che non abbiano provveduto al pagamento dei premi assicurativi all’Inail secondo le scadenze previgenti o che abbiano corrisposto somme inferiori a quelle dovute. Ma anche in questo caso la proroga è scaduta per mancanza del decreto di attuazione”.

Quindi, un passaggio sull’assegnazione delle quote di emissione di anidride carbonica.

“In questi anni le quote generosamente concesse agli impianti esistenti si sono rivelate più che sufficienti. Nel 2009 la crisi economica ha determinato una diminuzione di consumi e produzioni e un’emissione di anidride carbonica di quegli impianti più bassa di quella prevista e di quella concessa. Per questo grandi imprese hanno emesso tonnellate di anidride carbonica in meno rispetto a quanto avrebbero potuto fare e oggi possiedono permessi che potrebbero addirittura vendere sul mercato, traendone profitti. Nel frattempo, però, con questo provvedimento concediamo gratuitamente quote di emissione anche a impianti meno efficienti. Con il rischio che tutto ciò si concretizzi in una vera e propria licenza ad inquinare”.

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