Nola – Truffa e falsi incidenti: coinvolti due medici avellinesi

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Nola – Sgominata, nel napoletano, un’associazione per delinquere finalizzata a truffe ai danni delle assicurazioni che estendeva le proprie radici anche nell’avellinese. In tutto sono 15 i componenti della banda: tra essi figurano anche avvocati e medici compiacenti.
Nove le misure cautelari eseguite dai carabinieri della Compagnia di Nola coordinati dal capitano Massari, 4 in carcere, 3 agli arresti domiciliari, 2 di sottoposizione all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Ai domiciliari è finito anche un noto medico di Avellino mentre un secondo medico è stato sottoposto all’obbligo di firma.

I reati contestati a vario titolo sono quello di associazione per delinquere finalizzata alla truffa, il danneggiamento fraudolento dei beni assicurati e mutilazione fraudolenta della propria persona, la ricettazione, la falsità materiale commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici e falsità in scrittura privata, il peculato.

L’indagine ha avuto avvio nel dicembre 2008 quando i carabinieri di Nola accertarono la falsità di un incidente stradale, simulato per ottenere indebitamente il risarcimento danni dalla compagnia assicurativa.
Intercettazioni ambientali seguite da perquisizioni hanno consentito di provare l’esistenza di una associazione per delinquere, operante nell’area nolana, e in parte di quella vesuviana e nell’avellinese, di cui facevano parte 15 persone dedita alle truffe in danno delle assicurazioni.

Tra le persone coinvolte figura anche un agente di polizia, vice sindaco già dimissionario di un comune del nolano. Oltre alle nove misure cautelari al momento eseguite, un’altra – sottoposizione all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria – verrà eseguita dal commissariato di polizia di Nola nei confronti del suo agente.

Secondo quanto accertato dall’indagine condotta dai carabinieri di Nola e coordinata dalla locale Procura, i 15 componenti della banda – tra i quali anche avvocati, medici e impiegati comunali – grazie a falsi testimoni hanno denunciato circa 120 falsi sinistri stradali.
Il giro stimato della truffa ammonta a un milione di euro. È soprattutto su persone in difficoltà economiche che la banda puntava. Come documentato dalle indagini, i membri dell’associazione istruivano in tutto e per tutto i denuncianti dei falsi sinistri ed i falsi testimoni sulla condotta da tenere in tutte le fasi della truffa.
Le somme, poi, venivano ripartite tra i promotori dell’associazione – i quali ‘compravano’ il sinistro pagando preventivamente soggetti in difficoltà economiche – coloro che sostenevano falsamente di aver subito l’incidente e i falsi testimoni. La Procura ha ravvisato responsabilità penali sul conto di 85 persone a vario titolo coinvolte.

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